22 gennaio 2011

Con la FIOM-CGIL

L’avanzata della FIOM, nell’angolo CISL e UIL

Se c’è una dichiarazione bugiarda è quella di Angeletti: il leader della UIL proclama: “Ha vinto il lavoro”. Almeno Marchionne si esercita ancora un po’ in una astiosa polemica sugli ideologismi che renderebbero il sindacato vecchio e desueto e fa il suo mestiere di servitore del padrone. Ma quella di Angeletti è proprio una affermazione che viene contraddetta tanto dalla vittoria di misura del “sì” (appena 400 schede su 5.230 voti validi, pari al 94,4% degli aventi diritto al voto a Mirafiori), ma pure dall’ottima affermazione del “no”.
Sono tutti i reparti operai ad avere in massa disobbedito alle indicazioni dei loro sindacati, quelli supini sul tappeto degli Elkann e degli Agnelli e alle parole dell’amministratore delegato. A far vincere il “sì” sono stati, dunque, i voti dei colletti bianchi. Lavoratori, certo. Ma non operai. Lavoratori che sono legati alla struttura aziendale e che hanno un trattamento differente rispetto alla manovalanza che siamo abituati a conoscere in una fotografia di qualunque catena di montaggio.
Ed è proprio in questi reparti, dal montaggio alla verniciatura, e così via…, che si fa sentire il disaccordo verso una politica della FIAT che sarà distruttiva dei diritti fondamentali dei lavoratori e del sindacato. Il voto di Mirafiori ci consegna quindi una grande e grave responsabilità: mettere in campo ogni azione concreta per dare forza a quella parte sana del sindacato che oggi si stringe attorno alla FIOM e che sa di avere in lei una avanguardia non facilmente scalzabile e che sta accrescendo i propri consensi in questi giorni proprio a Mirafiori.
Bonanni e Angeletti, dunque, perdono sonoramente e possono urlare solo come le oche de Campidoglio, o lamentarsi come la lupa, ma non sono i lavoratori bensì questi sindacati che oggi non meritano altro se non la pietà di chi ha votato “NO” e ha fatto veramente una scelta di grandissimo coraggio e di grande solidarietà sociale.
Davanti al ricatto di Marchionne, con intorno un Paese spaccato, con un governo pronto a pugnalarli alle spalle, con un PD difensore delle scelte padronali e con una opposizione comunista purtroppo ancora troppo debole, i lavoratori hanno saputo resistere e insistere e hanno dato una lezione di alta politica sindacale, una lectio magistralis di educazione civica a noi tutti, e in primis al padronato arrogante, saccente e presuntuosamente rivolto all’estero con uno sguardo da Giano Bifronte.
Oggi la FIOM è più forte, è sicura di poter stare dentro quella grande fabbrica anche se non sarà ammessa – incostituzionalmente – ai tavoli di trattativa e di dialogo con la controparte padronale. Ed è sicura, certamente, di poter stare davanti ai cancelli della FIAT con un consenso operaio molto più ampio di quello che aveva poche giornate or sono.
Questo è ciò che oggi conta, perché – lo si può dire a ben donde – il contatto può ancora saltare e sarebbe veramente un bene che facesse una piroetta devastante e si sfracellasse al suolo, moderno Icaro, cosciente di ciò che è e di ciò che porta con sé: l’introduzione di un neoschiavismo dove è impedito l’accesso a qualunque diritto singolo e collettivo che è e dovrebbere restare protetto proprio dalla Costituzione e da decenni e decenni di legislazione a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici.
Non è per niente il momento di ritirarsi a casa. Lo hanno fatto già in troppi, e con troppe scuse, cedendo al passo di moda per cui è meglio attendere tempi meno cruenti, più agevoli sia per i comunisti che per la sinistra in generale. Aspettare questo tempo altro non significa che provare a fare dell’attendismo una pratica di politica quotidiana, tradendo tutti i princìpi per cui proprio gli operai e le operaie della FIOM e dei COBAS hanno lottato in queste settimane.
La loro lotta resta e diventa un esempio per tutte le lavoratrici e i lavoratori di questo Paese. La loro lotta resta e diventa una controriforma costituzionale al ricatto incostituzionale di Marchionne.
La loro lotta è destinata a vincere. Non oggi, a numeri definitivi. Forse nemmeno domani. Ma c’è spazio per la ricostruzione di un sindacato di classe, e noi comunisti non possiamo eludere questo tema, ne dobbiamo discutere, dobbiamo approfondire le ragioni dell’estensione del dissenso oltre il 22% dei voti raccolti dalla FIOM nelle passate elezioni di fabbrica.
Forse una breccia dei diritti esiste ancora. Forse esiste ancora anche una breccia di solidarietà reciproca e di non abbandono di una via di cambiamento. Ecco, su questo costruiamo la nostra opposizione sociale e politica, su questo diciamo, una volta e per tutte, al PD che ha finito di giocare all’amico di tutti. Perché, come diceva Aristotele: “L’amico di tutti, non è un amico”.

ORDINE DEL GIORNO IN APPOGGIO ALLA FIOM

Comune Di Bibbiano
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI

GRUPPO CONSILIARE

(FEDERAZIONE DELLA SINISTRA)
Alla c.a. del
Signor Sindaco
del
Comune di Bibbiano
OGGETTO: ORDINE DEL GIORNO

ORDINE DEL GIORNO IN APPOGGIO ALLA FIOM

PREMESSO
che il 23 Dicembre 2010 è stato firmato un accordo separato tra FIAT e le organizzazioni sindacali (FIM-CISL, FISMIC, UILM e UGL), accordo non firmato dalla FIOM-CGIL, per lo stabilimento FIAT MIRAFIORI;

che questo accordo segue quello già firmato (sempre dai medesimi soggetti sindacali e sempre con l’esclusione della sola FIOM-CGIL) per l’altro stabilimento FIAT di POMIGLIANO, accordo che tutti (eccetto la FIOM-CGIL e pochi altri) reputavano “eccezionale” e “non ripetibile” in altre realtà;

che tali accordi prevedono il superamento del contratto collettivo nazionale, sostituito da un regolamento aziendale, attraverso la creazione di New-co;

che questi accordi prevedono il peggioramento, rispetto al contratto collettivo nazionale, delle condizioni di lavoro delle operaie e degli operai: per i ritmi, il taglio delle pause, il lavoro notturno, gli straordinari comandati senza contrattazione.

che a Mirafiori si cancella il diritto a contrattare, e persino a essere rappresentato, al sindacato che non firma l'accordo (cioè la FIOM-CGIL);

che in base all’accordo separato le organizzazioni sindacali che dissentono non avranno più alcuna agibilità, dai permessi sindacali al diritto di assemblea, alla trattenuta per l'iscrizione al sindacato;

che, sempre in base all’accordo separato, i singoli lavoratori o le organizzazioni sindacali che protestano, dal 2012, potranno essere soggetti a provvedimenti punitivi;

che nei fatti, per queste New-co, si cancella l’accordo del 1993 sulle rappresentanze sindacali;

CONSIDERATO

che in data 28/12/2009 questo Consiglio Comunale ha votato e approvato un ODG “in appoggio alla proposta di legge di iniziativa popolare sulla democrazia e la rappresentanza sindacale”, legge che conferisce alle lavoratrici e ai lavoratori in ogni impresa il diritto a eleggere con un sistema proporzionale puro una propria RSU con diritto alla contrattazione collettiva nel luogo di lavoro, e che invece ora con questo accordo separato il diritto di rappresentanza verrà concesso dall'azienda indipendentemente dal livello di rappresentanza del sindacato;

che la FIAT con queste operazioni punta a recuperare margini di profitto ridimensionando i diritti individuali e collettivi e aumentando lo sfruttamento, tralasciando quel che l'azienda produce;

che tale operazione è apertamente sostenuta dal governo, che attraverso il ministro Sacconi ha dichiarato: «L'intesa può fare scuola, soprattutto nel dire che non esiste una tara unica nei rapporti sindacali e che all'interno di cornici leggere, l'azienda è destinata ad essere il luogo nel quale si stabiliscono accordi che devono consentire alle parti di condividere fatiche e risultati»;

che tutto questo si configura come un piano concreto che ridisegna in senso autoritario l'assetto democratico e sociale del paese, destinando ai sindacati e ai lavoratori un ruolo che è in radicale contrapposizione al quadro di regole stabilite dalla Costituzione repubblicana (che tutela i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, che garantisce la libertà di associazione sindacale e che - in generale - basa la democrazia su un bilanciamento tra i poteri), sostituendovi un modello dove l'unica sovranità riconosciuta(anche quella su, diritti e doveri dei lavoratori) è quella dell'azienda

TUTTO QUESTO PREMESSO E CONSIDERATO, IL CONSIGLIO COMUNALE DI BIBBIAN0 ESPRIME LA PIU’ PROFONDA PREOCCUPAZIONE PER LA SITUAZIONE DI SCONTRO, CREATASI A LIVELLO NAZIONALE IN UN MOMENTO COSI’ GRAVE PER IL MONDO DEL LAVORO.
Condividendo quanto sopra, esprime tutta la propria solidarietà, vicinanza e appoggio alla FIOM-CGIL, MA AUSPICA ALLO STESSO TEMPO UNA RIPRESA DEL CONFRONTO TRA LE PARTI AL PIU’ PRESTO SUL CONTRATTO NAZIONALE AL DI LA’ DELL’ESITO DEL REFERENDUM PER GLI STABILIMENTI FIAT.

IMPEGNA IL SINDACO
a comunicare il presente ordine del giorno alla FIOM-CGIL di Reggio Emilia e alle altre organizzazioni sindacali nazionali e di categoria presenti nel territorio provinciale;

a comunicare il presente ordine del giorno alle sedi provinciali di Confindustria.


Bibbiano 10/01/2011
ZAMBONI IVO

31 ottobre 2010

CONTRO LA RIFORMA GELMINI UNITI PER UN AIUTO CONCRETO ALLE NOSTRE SCUOLE


Il Partito della Rifondazione Comunista, l’Italia dei valori, Sinistra Ecologia e Libertà, il Gruppo Val d’ Enza, il Partito Socialista Italiano e l’Unione di Centro organizzano una iniziativa a cui invitano tutti i cittadini di Cavriago per raccogliere fondi a favore dell’Istituto Comprensivo “Giuseppe Dossetti“ di Cavriago colpito come tanti altri dai tagli voluti dall’attuale governo attraverso le scelte della cosiddetta Riforma Gelmini e per sensibilizzare i genitori ed i Cavriaghesi sui contenuti e sui disastrosi effetti che questa riforma produce; in particolare:
- Siamo contro ai tagli di 8 miliardi previsti per la scuola pubblica: si potrebbero reperire non acquistando, come previsto dal Governo, i 131 cacciabombardieri JSF il cui costo complessivo ammonta a 12 miliardi di Euro.
- Siamo contro all’aumento degli alunni per ogni classe (in alcuni casi anche oltre 30) che impedisce di svolgere serenamente i programmi didattici
- Siamo assolutamente contro alla riduzione degli insegnanti di sostegno che colpisce in maniera odiosa le persone più deboli
- Siamo contro al taglio delle attività di laboratorio e delle uscite didattiche che riportano la nostra scuola indietro negli anni anziché proiettarla al futuro
- Siamo contro a drastiche riduzioni delle ore di insegnamento nella fascia d’età tra i 6 e i 18 anni perché crediamo che sulla scuola si debba investire aumentando l’insegnamento e non riducendolo
- Siamo contro all’eliminazione degli insegnanti specialisti di inglese dalle scuole primarie poiché l’uso di questa lingua è ormai fondamentale in una società globalizzata
- Non ci pare nemmeno adeguato eliminare il sistema delle supplenze brevi che porta alla non copertura delle ore lasciate scoperte
- Siamo contro alla drastica riduzione delle spese di funzionamento delle scuole tra i quali va segnalato il taglio del 25% delle spese per pulizia perché vogliamo che i nostri figli studino in ambienti puliti e adeguati
- Infine riteniamo che l’eliminazione completa della compresenza accentui le difficoltà di recupero del programma didattico per quei bambini che si trovano in difficoltà.
Per tutti questi motivi invitiamo i genitori e i cittadini a partecipare alla nostra iniziativa di finanziamento alla scuola pubblica di Cavriago.

23 ottobre 2010

A Terzigno muore la democrazia, altro che camorra

C’è chi parla di ‘guaglioni della camorra’, chi denuncia il rischio infiltrazioni, chi parla di criminali. A Terzigno l’Italia scopre la camorra, peccato non lo facciano giornali e istituzioni quando tornano in sella i sindaci collusi, quando sciolgono i consigli comunali per condizionamento malavitoso o quando diventa presidente di provincia un signore che, informative dei carabinieri, relazioni ministeriali, sentenza di assoluzioni hanno accertato in rapporti con boss di primo piano della camorra. Vedi alla voce Cesaro. Lo stesso che, in virtù della provincializzazione, dovrebbe gestire la partita rifiuti in provincia di Napoli. Sulla camorra nelle proteste è intervenuto qualche giorno fa il procuratore capo di Nola Paolo Mancuso che ha chiarito ‘ La camorra vuole aprire la discarica, non il contrario”. Ma invocare la parolina magica ‘camorra’, consente facilmente di cancellare il merito della questione. In un paese civile discarica( di tal quale e mai a norma) e parco nazionale del vesuvio dovrebbe essere un ossimoro, non in Italia, non in Campania. In un paese senza opposizione ( non si hanno notizie di Pd e Idv in zona) e senza ministro dell’ambiente si può questo ed altro. Il merito della questione.
Violenza e scontri avvelenano il clima e i facinorosi non servono alle sacrosante istanze dei cittadini, ma bisogna spiegare le ragioni dei cittadini di Terzigno. In quella zona, in pieno parco nazionale del Vesuvio, è stata aperta una discarica, tuttora in funzione, in barba ad ogni regola anche di buon senso( dove hanno scaricato di tutto e ci sono anche esposti alla Procura della Repubblica). L’idea di Guido Bertolaso è di aprirne un’altra, cava Vitiello, la più grande d'Europa, idea ora supportata dal sì del coordinamento campano dei parlamentari del Pdl. A distanza di qualche giorno si auto-smentiscono. Anche l’Europa ha dato ragione alla cittadinanza locale. Una commissione ad hoc del parlamento europeo nell’aprile scorso ha visitato la zona, definendo folle, un'aberrazione, immaginare una seconda discarica nel parco nazionale del Vesuvio sito protetto dall’Unesco. Ma Bertolaso ha insistito e vinto nuovamente. A fine settembre lo stesso Silvio Berlusconi aveva rassicurato tutti: non si farà la seconda discarica. Un pronunciamento che aveva provocato l’apprezzamento dell’Europa. 'Ringrazio il premier Berlusconi che ha detto che questo sito non verrà aperto', faceva sapere la parlamentare socialdemocratica olandese Jiudith Merkies, relatrice in commissione sulla questione dei rifiuti in Campania.
Anche l’assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano, nel luglio scorso in audizione presso la commissione parlamentare ecomafie, assicurava: «Abbiamo deciso che questa discarica si può anche non fare». E anche il consiglio provinciale, a guida centro-destra, aveva votato una mozione per evitare l’apertura del secondo sito, nel maggio scorso. Anche il Tar del Lazio ha precisato che la competenza e la decisione finale spetta all’organo provinciale e non all’ex struttura commissariale. Sul sito del parco nazionale c’è un comunicato, una sorta di epitaffio: “C’è il rischio che i rifiuti in faccia ai quali il Parco nazionale del Vesuvio aveva sbattuto la porta, entrino dalla finestra. La porta è la cava Vitiello data per non più utilizzabile come discarica; la finestra è costituita dalla minacciosa possibilità che la discarica Sari attualmente in funzione e in via di saturazione venga affiancata da una nuova cavità contigua all´attuale e sempre in area parco”. Un rischio diventato realtà. La soluzione è sempre la stessa: nuove discariche, nessun piano è stato pensato e promosso in questi due anni di annunci. Annunci e promesse ora in frantumi mentre la Campania ripiomba nell’incubo dell’emergenza . Invocano la camorra per giustificare la nuova sospensione della democrazia: manganelli ed esercito, il piatto forte di lor signori.

Compensi d'oro in Iren

Compensi d'oro in Iren
Prc: tagliare stipendio a VillaniRifondazione contro gli emolumenti d'oro. "Chi percepisce già un'indennità di carica, come il vicepresidente di Iren Luigi Villani, che è anche consigliere regionale del Pdl, si veda decurtata del 70% l'indennità di Iren"
Altro che mezzo milione all'anno al presidente, il compenso degli amministratori di Iren deve essere uguale per tutti e deve raggiungere al massimo la cifra che si mette in tasca un consigliere regionale, cioè 44.500 euro all'anno. Ma ci vuole un taglio anche per le indennità dei consiglieri di amministrazione della multiutility: al posto dei 'salari' da 23 mila euro, potrebbero percepire un gettone da 200 euro a seduta. Parte la campagna taglia-stipendi di Rifondazione comunista, scandalizzata per le proposte di compensi d'oro nella neonata Iren. A suonare la carica è il segretario di partito della regione, Nando Mainardi, e con lui i colleghi di Reggio Emilia, Mirco Tincani, di Parma, Paola Varesi e di Piacenza, roberto Montanari.

Le proposte "scandalose", scrivono i segretari, verranno discusse dopodomani dal cda e Rifondazione comunista presenterà nei consigli dei Comuni azionisti un ordine del giorno "per evitare e modificare una scelta incomprensibile". Il partito chiede ai Comuni di mettersi d'accordo nel fissare un tetto per tutti gli amministratori che non vada oltre quanto percepisce un consigliere regionale dell'Emilia-Romagna e per dare un gettone ai componenti ordinari senza deleghe del cda. Perchè "l'indennità di carica l'anno scorso ha permesso di fare 13 sedute e portarsi a casa 23 mila euro". Il Prc propone infine che chi percepisce già un'indennità di carica, come il vicepresidente di Iren Luigi Villani, che è anche consigliere regionale del Pdl, si veda decurtata del 70% l'indennità di Iren.

ORDINE DEL GIORNO: COMPENSI AMMINISTRATORI IREN

ORDINE DEL GIORNO: COMPENSI AMMINISTRATORI IREN

IL CONSIGLIO COMUNALE DI BIBBIANO
1. ritenendo necessario dare dei segnali precisi alla cittadinanza di equita’ anche sul fronte dei costi della politica;
2. ritenendo insensate e immorali le scelte assunte dal CDA di IREN circa i compensi dei propri amministratori: si parla di poco meno di 500.000 euro per il presidente; di 400.000 euro per il direttore; di 470.000 euro per l'amministratore delegato; di 70.000 euro per il vicepresidente;

CHIEDE
1. che il Sindaco proponga all'assemblea dei soci di IREN che nessun compenso degli amministratori e del direttore generale di Iren possa essere superiore a quanto percepisce al netto un consigliere regionale emiliano-romagnolo (ovvero non oltre 44.470 euro all'anno) e che l'assemblea ponga la questione al CDA;
2. che l'operato dei componenti del CDA di IREN senza deleghe specifiche venga riconosciuto economicamente attraverso un gettone di presenza a seduta non superiore a 200 euro;
3. che nel caso in cui un componente del CDA avesse altra carica pubblica grazie alla quale percepisce un'indennità, il suo compenso da amministratore IREN sia ridotto del 70%



BIBBIANO. 06/10/2010

CAPO GRUPPO
P.R.C.-P.D.C.I
ZAMBONI IVO

«Il sindaco sospenda le cartelle Tarsu»


In merito all’articolo del (giornale di reggio 17/10/2010 ) sulla questione cartelle Tarsu ( Tassa sui rifiuti ) tanto pubblicizzata dai giornali locali in questo mese voglio dire questo. La questione tassa sui rifiuti (Tarsu) e’ una questione che viene da lontano, mi spiego e’ un provvedimento a cui il comune di Bibbiano a quanto ne so’ ha fatto ricorso gia’ dal (1997) appaltandone poi le competenze, di riscossioni e regolarita’ della tassa pagata dai proprietari sulla cubatura dell’immobile. Lo stesso regolamento come tutti ormai sanno e’ stato modificato e reso retroattivo (2009) . per chiarezza di informazione Rifondazione Comunista si sempre detta contraria a questa tassa a nostro avviso non equa e troppo onerosa ,come per la sua esternalizzazione , per quanto riguarda il controllo tributario. Anche per questa questione come quella della tassazione comunale (irpef sui bassi redditi ) cosi’ come per il rincaro delle tariffe sulle rette di scuole e alcuni servizi sociali abbiamo votato contro il bilancio 2010-2011. ma non e’ questo il punto ,mi sembra doveroso, visto che sono stati tirati in ballo (se il giornalista ha detto giusto,parafrasando il consigliere di Reggio della Lega Nord ) i numerosi consiglieri presenti silenziosi .
Per quanto mi riguarda ero in silenzio per potere sentire la versione del sindaco, dei cittadini ,come quelle del sindacato, in silenzio come anche i consiglieri della lega di Bibbiano se non ricordo male. evidentemente il consigliere di Reggio ha ritenuto farsi un po’ di propaganda elettorale, mentre tra un’interruzzione e l’alrtra scattava foto per i giornali . Senza nulla togliere ai diritti di chi ha ricevuto un ingiustizia tributaria , consentitemi di dire pero’ e mi ripeto, Rifondazione ha gia detto la sua riguardo questa questione nelle dovute sedi ma aime’ non gode certo di visibilita’ giornalistica come la Lega Nord e aggiungo, per quanto riguarda Bibbiano, dove era la lega in questi anni quando questo comune ha adottato il provvedimento che privatizzava controllo e riscossione dei tributi? Perche’ il consigliere della Lega nord di Reggio non si e’ presentato prima a Bibbiano invece di aspettare l’incontro ( legittimo del Sindacato coi cittadini ) e del (Sindaco coi cittadini) . Non raccontiamocela questa e’ stata una spiacevole storia come tante stanno avvenendo in italia dove tutto si mercifica e tutto si privatizza e qualche soggetto politico in piu’ è montato sul carro mediatico a cartelle gia’ spedite e pagate pero’. E’ bene che i cittadini sappiano che fatti di cui abbiamo parlato, si ripeteranno se i comuni non interverranno per modificare il loro modo di gestire le risorse, magari adottando sempre piu’, in situazioni analoghe una informazione piu’ diretta e partecipata con i cittadini, senza scordarsi pero’ che il Governo Berlusconi di cui la lega fa parte a pieno titolo sta’ strozzando le risorse finanziarie dei comuni ( patto di stabilita’ ) e non di meno il (federalismo fiscale) spingera’ molti Comuni a tassare di piu’, a fronte di spese correnti ordinarie per il bilancio, oltre che quelle straordinarie, per contenere in parte i danni che questa crisi e questo mal governo stanno causando.A mio modo di vedere anche queste sono due importanti e non trascurabili concause di cio’ che e’ accaduto e puo’ tornare ad accadere non solo a Bibbiano.

ILCapogruppo
Del p.r.c.-p.d.c. Zamboni ivo

Bibbiano
18-10-2010

12 ottobre 2010

Liberazione siamo noi. Una bella comunità a metà dell’opera


Sono orgoglioso di poter scrivere questo articolo. Questa pagina è infatti la testimonianza della vitalità e della solidarietà interna di quella straordinaria comunità di uomini e donne che si chiama Partito della Rifondazione comunista. Quando nel mese di luglio il Comitato Politico Nazionale ha lanciato la campagna di sottoscrizione e di abbonamenti per sostenere Liberazione e coprire il previsto buco di bilancio di 300.000 euro, non tutti erano convinti che ce l’avremmo potuta fare. Qualcuno proponeva la chiusura del giornale, altri un drastico ulteriore ridimensionamento.

La pagina di oggi ci parla invece di una scommessa vinta. Dopo due mesi di campagna (agosto compreso), abbiamo gia superato i centomila euro di maggiori entrate e nei prossimi due mesi, tra abbonamenti sottoscrizioni, l’asta delle opere d’arte e il numero speciale di Liberazione che verrà venduto a 25 euro, possiamo raggiungere l’obiettivo prefissato.
Questo risultato ci parla di una splendida comunità di compagni e compagne generosi e disponibili. Non è facile per chi è in cassa integrazione o precario trovare i soldi per un abbonamento o una sottoscrizione. Eppure è proprio quello che è avvenuto. Questo nostro partito, la disponibilità di compagni e compagne a fare militanza, nella consapevolezza che non ne deriverà alcun vantaggio materiale, è il bene principale di cui disponiamo oggi ed è una straordinaria risorsa per il rilancio del nostro progetto politico. Questa comunità deve essere accudita e il superamento dei litigi nei gruppi dirigenti e delle divisioni correntizie, deve servire a rafforzare ulteriormente questo tessuto di intelligenze e disponibilità. Il partito è un “bene comune” e come tale va preservato.
Questo risultato ci parla inoltre del fatto che i compagni e le compagne considerano Liberazione uno strumento indispensabile per l’iniziativa politica. Io sono pienamente daccordo. Tanto più oggi, in pieno oscuramento massmediatico Liberazione è l’unico strumento che permette al partito di avere una sua visibilità esterna e di esprimere un proprio punto di vista. Liberazione è quindi oggi necessaria per la funzione che svolge e questo vuol dire che la salvezza di Liberazione consiste in un suo rilancio, sia nella versione cartacea che in quella on line.
Adesso si tratta di proseguire nell’impegno sin qui profuso, per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati. Mi permetto di sottolineare in particolare l’importanza degli abbonamenti: personali, di gruppo, al circolo del partito o dell’Arci, alla sede sindacale. Vogliamo un giornale che vive in quanto viene letto, trasformiamoci tutti in diffusori.

La generazione dei mai-lavoro


«La situazione è seria, ma le cose vanno meglio»; «stiamo meglio di altri paesi»: solo un paio delle dichiarazioni correnti degli esponenti di governo. La più infame però è quella che sostiene: «La sinistra è felice della crisi per dimostrare che la destra non fa nulla». Affermazione vera, ma solo a metà: l'azione del governo soprattutto in tema di lavoro è disastrosa, ma nessuno è felice per la crisi che colpisce i ceti meno abbienti e che si ripercuoterà sulla vita delle persone ancora per molti anni, prima che si torni ai livelli di Pil e di ricchezza pro capite antecedenti al governo Berlusconi o che si profili un nuovo modello di sviluppo.

Che la situazione non sia affatto buona lo confermano alcuni dati diffusi ieri. In Italia (e in Europa) la situazione non è tranquillizzante. Il tasso di disoccupazione è inchiodato al 10% e oltre 23 milioni di persone sono senza lavoro. La ripresa ancora lenta e fragile - fatta eccezione per la Germania - e per ora non dà sollievo al lavoro. Soprattutto quello giovanile: in Europa il 20% dei giovani non ha lavoro e la percentuale in Italia cresce al 26,8%. Come dire: più di un giovane su 4 è senza lavoro. Politiche attive per il lavoro non se ne sono viste a parte l'elemosina concessa ai precari licenziati. La mancanza di lavoro nel presente significa pensioni ancora più magre per il futuro.
La crisi non ci piace perché con la crisi si sta modificando ulteriormente la distribuzione dei redditi. Il riferimento non è solo alla povertà relativa, ma a chi teoricamente non dovrebbero avere ascolto in un «quotidiano comunista»: i ceti medi che oggi appaiono i più colpiti dalla crisi. I riflessi di questa crisi si leggono nella contrazione dei consumi soprattutto alimentari. Non siamo «consumisti» incalliti, ma questa caduta delle vendite al dettaglio conferma quello che appare un luogo comune: gli italiani stanno stringendo la cinghia, anche se ricorrono sempre più frequentemente al risparmio e all'indebitamento per cercare di mantenere a un livello minimo i consumi essenziali. Ma torniamo al lavoro.
Il tasso di disoccupazione in Italia è inferiore a quella europea solo grazie alla Cassa integrazione, un ammortizzatore sociale che non è stato inventato da questo governo. Attualmente sono in Cig a zero ore l'equivalente di 550 mila lavoratori, compresi i precari in deroga che se rivedranno il lavoro sarà solo «in deroga» cioè un precariato quasi a vita. La Banca d'Italia alcuni mesi fa ha fatto «inbufalire» il governo sostenendo che se ai disoccupati ufficiali aggiungessimo anche i lavoratori in Cig, il tasso di disoccupazione schizzerebbe di circa 3 punti. «Fatevi gli affari vostri», fu la risposta sdegnata del governo per questa invasione di campo che metteva in cattiva luce l'Italia nei confronti internazionali. Bankitalia aveva e ha ragione: gli stati di crisi di molte aziende fanno ritenere che in tempi brevi per molti lavoratori la Cig si trasformerà in mobilità e, quindi, in disoccupazione. La Confindustria ne è consapevole e più o meno sottovoce lo riconosce.
C'è una debolezza strutturale del lavoro. E non solo quello giovanile. Il tasso di occupazione in Italia è a livelli infimi: meno del 57% (46% le donne) di chi potrebbe lavorare lo fa. E circa 3 milioni di lavoratori precari. Un fenomeno che sta esplodendo è quello dell'inattività: sono 15 milioni le donne e gli uomini che non lavorano e non si dichiarano disoccupati. Dentro c'è di tutto a cominciare da chi vive di rendita (pochi); dalle donne (tantissime) costrette al ghetto domestico dalla mancanza di servizi sociali e in particolare di cura delle persone ai lavoratori in nero. Una politica attiva del lavoro dovrebbe puntare a risolvere questi problemi. La risposta, invece, è stata un taglio dei trasferimenti agli enti locali. Il che significa il taglio delle prestazioni sociali o un rincaro delle tariffe, ad esempio per gli asili nido. E questo allontanerà ancora più donne dal mercato del lavoro.
Il tutto in un contesto già noto di «né-né» cioè di milioni di giovani senza futuro che sono in età lavorativa o di studio, ma che non fanno ne l'una né l'altra cosa e sono censiti in un limbo di disperazione e di vita obbligata (altro che bamboccioni) in famiglia. Una sinistra felice per una situazione di disgregazione sociale che porta non al socialismo, ma al berlusconismo esagerato fatto di «Grande fratello» e di improbabile vincite al superEnalotto, non è che l'ultima bestemmia del governo.

Gelmini-Marchionne, le due facce della stessa medaglia


C'è un denominatore comune che lega le iniziative di protesta di Roma, Palermo, Napoli, Torino e le numerose altre che si preannunciano per l'inizio dell'anno scolastico: è la consapevolezza che ad essere colpiti dalla sciagurata politica scolastica governativa non sono solo i legittimi diritti di chi, dopo anni e anni di precariato, si trova d'improvviso in mezzo ad una strada ma, soprattutto, la stessa sopravvivenza della scuola così com'è disegnata nella Costituzione.

Il governo è in grandissima difficoltà non solo per le fibrillazioni della sua maggioranza. Sul versante della scuola, infatti, a mettere in crisi i provvedimenti della coppia Gelmini-Tremonti stanno grandinando raffiche di pronunciamenti del TAR che hanno dichiarato illegittimi i decreti con i quali sono stati attuati i feroci tagli previsti dalla legge 133 di due anni fa. Anche il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, chiamato tardivamente a dare il proprio parere - obbligatorio anche se non vincolante - su questi provvedimenti, li ha sonoramente bocciati!


Ci sono dunque tutte le condizioni perché il nuovo anno scolastico inizi nel segno di mobilitazioni sempre più estese e generalizzate

Tutto ciò carica di maggiori responsabilità tutti coloro che hanno a cuore le sorti della scuola della Repubblica: i lavoratori della scuola - insegnanti e ATA – chiamati a ritrovare il protagonismo delle stagioni migliori. i dirigenti scolastici, che il ministro vorrebbe docili esecutori di direttive inique ed illegittime che, invece, dovrebbero essere i primi a denunciare le condizioni di sfascio, culturale ed economico, in cui si sta gettando la scuola; gli studenti, prime vittime di un sistema pensato per negare il loro diritto alla crescita culturale e civile; le forze sindacali non subalterne al governo, che necessitano di una maggiore determinazione ed una unità d'azione.


Chiudere con la stagione del berlusconismo è possibile solo se si comprende che la scuola della Gelmini è l'altra faccia della medaglia della fabbrica di Marchionne: entrambi contro l’uguaglianza dei diritti e contro la Costituzione. È il tempo, dunque, di assumere impegni chiari, di fare propria senza ambiguità la piattaforma rivendicativa dei precari e del movimento di lotta che noi del PRC e della Federazione della Sinistra abbiamo sempre condiviso:

l ritiro dei tagli e ripristino dei finanziamenti,

l ritiro delle controriforme Gelmini,

l assunzioni dei precari su tutti i posti liberi.

16 OTTOBRE: TUTTE/I A ROMA!

30 marzo 2010

QUELLO CHE PENSIAMO SUL BILANCIO 2010 APPROVATO DALLA GIUNTA COMUNALE DI BIBBIANO

il bilancio di un comune e’ senz’altro momento importante di confronto con i cittadini , oltre che di gestione delle entrate e delle uscite per tutto quello che riguarda il programma d’intervento, che un’amministrazione nell’arco del suo mandato vuole o vorrebbe fare detto questo possiamo dire che questo bilancio e’ stato soprattutto una operazione di pareggio contabile la quale nonostante ABBIA CERCATO di mantenere servizi prestazioni di pubblica utilita’ non ha evitato aumenti di tariffe sulle scuolA D’INFANZIA , SERVIZI SOCIALI sport , IN PIU’ quellO sulla raccolta DIFFERENZIATA (+9%) APPLICATA SOLO AI PRIVATI CITTADINI, INOLTRE ha lasciato inalterato il prelievo fiscale irpef (o.5%) SUL redditO da 7500 euro in su,una tassazzione che da anni rifondazione chiede di modificare.
CONVENiamo CON LA MAGGIORANZA COMUNALE CHE questo bilancio e’ gravato anche dalla forte crisi economica che sta’ attraversando il paese , dalla politica DEL GOVERNO di tagli agli enti locali cioe’ la limitazione della reperibilita’ delle risorse economiche causate dal patto di stabilita’, pensiamo PERO’ CHE UNA GIUNTA appartenente aLLO STESSO SCHIERAMENTO POLITICO DELL’OPPOSIZIONE DI GOVERNO DOVREBBE AVERE l’AMBIZIONE DI FARE DELLE SCELTE fiscali DIVERSE CORAGGIOSE ATTENTe A NON AGGRAVARE ULTERIORMENTE LE TARIFFE DEI SERVIZI AI CITTADINI , COME ALTRI COMUNI STANNO FACENDO O CERCANO DI FARE , RIVEDEre anche DOVE SI PUO’ LE SPESE PER PRESTAZIONI IN APPALTO ( ridurre) LE SPESE PER CONVENZIONI FATTE SOPRATTUTTO PER PERIODI A LUNGO TERMINE.(CONVEZIONE PER FINANZIAMENTO ScUOLA PRIVATA o altre) VEDERE di FARE PRESSIONE SUL GOVERNO CENTRALE MAGARI INSIEME AD ALTRI COMUNI, RIGUARDO IL DIVIETO DI ACCEDERE A RISORSE DISPONIBILI .
DOPO l’ INCONTRI AVUTo CON SINDACATI E IMPRESE in relazione alla crisi RICHIESTa A PIU’ RIPRESE DAL NOSTRO GRUPPO CONSILIARE , IL COMUNE HA RECEPITO LA CRITICITA’ DELLE SITUAZIONI DEI BASSI REDDITI CON L’INTRODUZIONE DI ESENZIONI PARZIALI DELLE TARIFFE MEDIANTE PRESENTAZIONE MODELLO ISEE, ne diamo ATTO, E SIAMO d’accordo sul merito del problema , mentre per il metodo qualche cosa da dire ci sarebbe , queste risorse infatti si sono trovate anche AUMENTANDO TARIFFE E TASSAZIONE A LIVELLO GENERALE, CREANDO cosi’ UN CIRCOLO VIZIOSO. avremmo voluto che queste si FOSSERO prese su altre voci di bilancio e distribuiTE in modo piu’ equo ALzando magari la soglia del reddito minimo come esenzione.
PER QUANTO RIGUARDA I PENSIONATI, NON E’ del tutto VERO CHE NON SONO TOCCATI di fatto DA QUESTI AUMENTI, ANCHE se IL PROVVEDIMENTO DI ESENZIONE RIGUARDA PER LO PIU Persone sopra i 65 ANNI PORTATORI DI PENSIONI MINIME , non SCORDIAMOCI CHE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI LE PENSIONI IN SOFFERENZA NON SONO SOLO LE SOCIALI .
QUELLO CHE A nostro AVVISO E’ MANCATO, VISTO ANCHE LA DELICATEZZA DEL TEMA IN UN CONTESTO DI CRISI ECONOMICA CHE TUTTI VIVIAMO anche pesantemente E’ stato UN PERCORSO DI DISCUSSIONE DEL BILANCIO PIU’ PARTECIPATO ANCHE CON rifondazione , NELLE DIVERSE COMMISSIONI nATURAMENTE. NON VOGLiAMO NE INVITI NE’ SCONTI speciali, VOGLIAMO SOLO DIRE E SOSTENERE LE NOSTRE PROPOSTE PER QUANTO E’ POSSIBILE per confrontarci e DAre cosi’ UN CONTRIBUTO ATTIVO
ANCHE PER QUESTI MOTIVI OLTRE A QUELLI SOPRA ESPOSTI , ABBIAMO RITENUTO con voto contrario non sostenere nel suo impianto generale questo bilancio 2010.
nei mesi che verranno IN RELAZIONE AL( PIANO GENERALE DI SVILUPPO) se ci saranno delibere di attuazione siamo sempre disponibili PER QUANTO CI RIGUARDA a discuteRne ED A PROPORRE , non SOLO AD APPROVARE O meno ATTI DI PROGETTO E DI BILANCIO GIA’ DECISI.

il CONSIGLIERE
DEL prC.-PDCI
ZAMBONI IVO

20 marzo 2010

LETTERA AL DIRETTORE

gentile Direttore,
approfitto del suo giornale per esprimere il mio stato d'animo dopo aver assistito al Consiglio Provinciale di ieri.
Non entro nel merito dei lavori anche se mi sarei aspettato, dopo la bella serata di Gavassa, di assistere ad un dibattito aperto e a delle affermazioni chiare sull'inceneritore.
Il mio stupore sta nell'aver ascoltato le parole del Presidente Masini rivolte al consigliere Ferrigno.
Io sono originario di Napoli e lavoro da oltre tredici anni a Reggio. Mio figlio è nato qui ed io mi sento reggiano.
Acoltare delle affermazioni tipo:" noi reggiani siamo abituati a lavorare e non abbiamo una cultura come quella di Ferrigno che con la sua ha i rifiuti per strada" mi ha fatto stare davvero male perchè mi sono sentito umiliato.
Le parole precise non le ricordo a memoria ma il senso è stato chiarissimo ed ho percepito una forma di razzismo che non ho colto nella quotidianità reggiana e nella mia fabbrica dove noi napoletani lavoriamo quotidianamente insieme ai reggiani.
Sono rimasto colpito inoltre dal fatto che alcuni consiglieri della destra e anche della lega hanno espresso solidarietà a Ferrigno mentre quelli del Pd non hanno battuto ciglio.
Ascoltare certe cose ti fa sentire ospite in una comunità che ci ha accolto bene.
Pensavo che queste cose si ascoltavano solo negli stadi.
distinti saluti
Luigi Di Nardo

GAVASSA NON PASSA IN PROVINCIA

16 marzo 2010

Inceneritori e salute, il Prc interpella la Provincia


il consigliere del Prc Alberto Ferrigno ha presentato un'interpellanza nella quale ricorda che la federazione degli Ordini dei medici dell’Emilia Romagna ha scritto una lettera alla Provincia di Reggio, "dopo l’invio alla Procura della Repubblica di un esposto concernente il raddoppio del termovalorizzatore di Modena", al fine di "evidenziare la propria preoccupazione per l’impatto sulla salute delle popolazioni residenti nei dintorni dei nove inceneritori presenti sul territorio regionale".

Nella lettera si chiedeva inoltre "di non procedere alla concessione di nulla osta alla costruzione di nuovi inceneritori". Il capogruppo di Rifondazione chiede chiarimenti sulle ragioni per cui "alla lettera non è stata data, ad oggi, alcuna risposta" e chiede di sapere "se si condividano le preoccupazioni espresse".

* * * * *

"La Giunta fa ostruzionismo e impedisce la discussione in aula sull'inceneritore, dopo aver nascosto il carteggio tra Viero e Masini, si fa appello ai consiglieri per un immediato ripristino della legalità del Consiglio mortificato da un atteggiamento arrogante senza precedenti - scrive Alberto Ferrigno in una nota - Tutto ciò denota l'inconsistenza politica e scarsissima trasparenza che sta caratterizzando questa Giunta soprattutto dopo il carteggio segreto tenuto nascosto durante il Consiglio".

Si legge in una lettera aperta del consigliere Prc: "Caro Presidente del Consiglio, cari consiglieri vi scrivo per segnalarvi un fatto gravissimo che limita pesantemente le prerogative del Consiglio. La convocazione del prossimo consiglio del 18 (ultimo prima delle elezioni), che aveva come primo punto all’ordine del giorno due odg sul tema dell’inceneritore, giacenti da tempo, è stato stravolto impedendo, di fatto, ancora la discussione. La giunta, infatti, attraverso una manovra 'ostruzionistica' ha chiesto di dibattere di altri quattro punti che sono stati inseriti prima di quello che da tempo attendiamo di discutere. E’ evidente che la giunta intende osteggiare ogni confronto, prima del voto, sul tema dell’inceneritore e lo fa utilizzando un presunto cavillo regolamentare, molto discutibile".

"Mentre il sindaco Delrio sull’inceneritore fa delle comunicazioni in consiglio, presiede un dibattito con i comitati e ne organizza uno a Gavassa per il prossimo martedì, la presidente della Provincia si sottrae alla discussione. Non si tratta solo di una questione di stile ma anche di sensibilità istituzionale che il sindaco ha dimostrato di avere in più occasioni - continua la lettera - Vi chiedo pertanto di discutere immediatamente in una capigruppo le modalità di svolgimento del prossimo Consiglio al fine di consentire all’aula un dibattito sereno e trasparente anche di un tema che da troppo tempo giace nei cassetti e che ha visto il sindaco assumere posizioni in parte condivisibili e su cui potrebbero convergere tutte le forze del centrosinistra".

23 febbraio 2010

“SICUREZZA”

LA GRAVE AGGRESSIONE A SCOPO DI RAPINA AI DANNI DI UN CITTADINO PENSIONATO IN PROSSIMITA’ DEL CIRCOLO “ARCI “DELLA PIAZZA , E’ UN FATTO GRAVISSIMO PER IL COMUNE DI BIBBIANO.
FINO AD ORA SITUAZIONI CRITICHE , RIGUARDO FATTI CRIMINOSI AI DANNI DI PERSONE , CONTRARIAMENTE A QUALCHE REATO SUL PATRIMONIO, NON SONO STATE UN PROBLEMA PER LA NOSTRA COMUNITA’.
IL CASO QUI’ SOPRA MENZIONATO, SUBITO SEGUITO DA UNA ESTORSIONE CON RAPINA PRESSO IL BAR TABACCHERIA DI VIA VENTURI , PER LE MODALITA’ E LA LOCAZIONI DEI REATI (PIAZZA DEL COMUNE , DISTRIBUTORE SIGARETTE DAVANTI A TABACCHERIA ) DEVONO SUONARE COME UN CAMPANELLO D’ALLARME PER L’AMMINISTRAZIONE.
NON SIAMO CERTAMENTE D’ACCORDO CON CHI DAVANTI A QUESTI FATTI, PREFIGURA SCENARI DA STATO D’ASSEDIO ,TANTOMENO CHI INVOCA LEGGI STRAORDINARIE , O SOLUZIONI FAI DA TE’ (RONDE E QUANT’ALTRO).
PER FORTUNA VIVIAMO IN UNA REGIONE DOVE LE LEGGI E LE ISTITUZIONI SONO ANCORA IN GRADO DI INTERVENIRE.
DI SICURO NON BISOGNA INDUGIARE , MA INTERVENIRE IL PIU’ CELERMENTE POSSIBILE, METTENDO IN CAMPO TUTTO QUANTO E’ A TUTELA DEL CITTADINO.

PERTANTO SONO A CHIEDERLE:

1) ATTRAVERSO LA SUA AUTOREVOLEZZA COME PRIMO CITTADINO DI CHIEDERE UN’ULTERIORE COINVOLGIMENTO DELLA LOCALE CASERMA DEI CARABINIERI , IN
PARTICOLARE MODO CON PATTUGLIAMENTI NEGLI ORARI PIU ‘ A RISCHIO,
PER IL COMUNE DI BIBBIANO ,BARCO E FRAZIONI MINORI CORDINANDOSI CON LE ALTRE CASERME DEI COMUNI DELLA VAL D’ENZA.

2) UN MAGGIORE COINVOLGIMENTO DELLA POLIZIA MUNICIPALE , PER QUANTO
RIGUARDA IL CONTROLLO DEL TERRITORIO COMUNALE PER CONTINUARE A GARANTIRE UNA NORMALE E TRANQUILLA VITA SOCIALE NEL PAESE


3) INSTALLAZZIONE DI TELECAMERE PER VIDEO SORVEGLIARE I PUNTI RITENUTI DALLE AUTORITA’ COMPETENTI PIU’ ESPOSTE QUALI (PIAZZE , MERCATI, GIARDINI PUBBLICI ) E PER I NEGOZI O SUPERMERCATI A RISCHIO CONSIGLIARE I TITOLARI ,TRAMITE LE PROPRIE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA A VIDEO SORVRGLIARE ,PER CHI NON L’AVESSE GIA’ FATTO L’ESERCIZIO, PER SE’ E PER COLORO CHE LI FREQUENTANO.

QUALSIASI PROVVEDIMENTO NON ELIMINERA’ MAI DEL TUTTO QUESTE CONTRADDIZZIONI SOCIALI, CERTO SONO UN OTTIMO DETERRENTE E PERMETTEREBBERO OLTRE CHE A PREVENIRE, AD ASSICURARE QUALCHE MALVIVENTE ALLA GIUSTIZIA.

RENDERE OPERATIVE DA SUBITO , ANCHE SOLO ALCUNE DELLE PROPOSTE FATTE SAREBBE DI GRANDE UTILITA’ AI CITTADINI, OLTRE CHE UN DOVERE CIVICO, DI TUTTA L’AMMINISTRAZIONE VERSO GLI ABITANTI DEL COMUNE E TUTTE LE SUE FRAZIONI.



CAPO GRUPPO DEL
P.R.C.-P.D.C.I
ZAMBONI IVO 28/01/2010
Rifondazione Comunista Bibbiano