23 febbraio 2010

mensa scuola.

CONSIDERATO
Che un buono pasto mensa costa alla famiglia (5 euro) e un costo di blocchetto ( 50 euro) ,
la spesa media fissa per le famiglie e’ mediamente di 110 euro al mese , spesa non di poco conto la quale si va ad assommare, a tutte le spese fisse mensili che le famiglie pagano tutti i mesi oltre quelle straordinarie, legate a tariffe luce gas acqua bollette varie e quant’altro.

VALUTATO
Che comunque il servizio di ristorazione per i bambini del continuato e’un servizio essenziale per gli alunni e gli insegnanti che ne fanno uso.

CHIEDE
All’assessore competente di poter rivedere anche in modo temporaneo e straordinario,con l’azienda convenzionata alla ristorazione, se e’ possibile, rivedere il costo pasto, proprio alla luce di questa crisi che tanto penalizza le famiglie.


Cordiali saluti !

Il capogruppo
Del p.r.c.-p.d.c.i
Zamboni Ivo 25-10-09

interventi sociali

Egr. signor sindaco.

Sono a chiderle quali e quanti sono gli interventi sociali, secondo l’osservatorio comunale, a sostegno delle famiglie Bibbianesi colpite in particolare modo dalla crisi, a causa di (messa in mobilita’ ,disoccupazione cassa integrazione ,pensionati soli,precari ) in merito a tutto quello che riguarda le tariffe comunali legate ai servizi .
Chiedo inoltre agli assessori competenti se ,come per gli altri comuni si e’ fatto , gli istituti di credito presenti nel nostro paese stanno aderendo alle nuove disposizioni anti crisi, che l’unione associazione banche nazionali ha reso operative, in merito alle famiglie in difficolta’ per il pagamento rateo mutuo, quali sospensione o riduzione rata.


Cordiali saluti !

Il capogruppo
Del p.r.c.-p.d.c.i
Zamboni Ivo

9 gennaio 2010


Sabato 23 gennaio torna l'apputamento con il Good Morning Lenin!

Nella nuova sede del circolo cavriaghese (via pianella 1/a, a sinistra del palazzetto dello sport) una serata con cena tradizionale (€ 22,00) e piano bar per ricordare il grande statista e rivoluzionario sovietico.

Si inizia alle 20.00, obbligatoria la prenotazione.

Per informazioni e prenotazioni chiamateci al 347.65.49.554 o al 340.52.72.147 oppure scriveteci a prc.cavriago@gmail.com.

COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA


OGGETTO: consiglio comunale del 28/12/2006.

Il giorno 28/12/2009 lunedi’ si è svolto a Bibbiano una seduta consiliare fiume, protrattasi dalle 18.30 fino alle prime ore del mattino.
Prima di entrare nel merito delle discussioni su alcune interpellanze e su O.d.G. che ci riguardavano.
Una nota: la giunta comunale ha presentato al consiglio la bozza dello statuto per l’adesione e trasformazione dell’I.P.A.B “Sartori” in A.S.P. Azienda pubblica di servizi alla persona Carlo Sartori
Convenzionata tra i comuni della Val d’enza: pur condividendo con la giunta la positiva opportunita’ che l’operazione potenzialmente ha riguardo la qualita’ del servizi socio sanitario per tutti i comuni del comprensorio , abbiamo ritenuto altresì che tutto il passaggio avra’ bisogno nelle prossime settimane di un piu’ vasto coinvolgimento degli organismi consiliari delle commissioni sanitarie per andare anche a definire organismi di controllo e di verifica, rappresentati magari anche da famigliari delle varie strutture, questo come principio di trasparenza e partecipazione pubblica.
E’ stata approvato il nostro O.d.G. sulla fiom/ c.g.i.l riguardo al recente firma del contratto separato e
al piu’ presto a Bibbiano si terra’ un consiglio comunale dove le tre organizzazzioni di Categoria Fiom, Fim, Uilm,per voce dei loro rispettivi rappresentanti saranno chiamati a informare il Consiglio Comunale ,riguardo le reciproche posizioni, all’indomani dell’accordo separato ,oltre che entrare in merito ai problemi di democrazia sindacale che questi ha inevitabilmente provocato.
Sull’O.d.G. presentato dalla giunta di maggioranza in merito l’istituzione del registro telematico, per il trattamento sanitario anticipato (testamento biologico ) abbiamo votato a favore in quanto la maggioranza di giunta ha ripresentato in questa seduta , il proprio documento, che insieme al nostro O.d.G. poi bocciato aveva causato dure e violente critiche da parte dell’opposizione del centro destra (Pdl-Lega-Udc).il documento del capo gruppo del P.D. Igor Burani ha recepito che, la legislazione attuale consente,nei limiti e per le competenze che l’amministrazione ha ,una cosa importante e cioe:’l’istituzione di un “Registro Comunale delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento” aperta a tutti i cittadini di Bibbiano per garantire anche legalmente la certezza delle dichiarazioni di testamento ,la fonte di provenienza, e la reperibilita’ delle dichiarazioni.
E’ stato approvato il nostro o.d.g riguardo il “riconoscimento dell’acqua come bene comune e del servizio idrico integrato come servizio privo di rilevanza economica”.Con questo od.g. il Comune di
Bibbiano s’impegna a riaffermare la titolarità dei Comuni ad esercitare il potere d’indirizzo, di controllo tariffario, in coerenza con il riconoscimento del principio d’accesso all’acqua, come diritto umano essenziale e inalienabile, di intervenire presso tutti gli organi competenti provinciali e regionali affinché, essi stessi avviino ricorso presso la corte costituzionale, sul recente provvedimento sulla privatizzazione dell’acqua gia’ approvato con decreto,dalla camera,in via definitiva lo scorso novembre.


OGGETTO: consiglio comunale
Del unedi 28-12-2009.


Il capogruppo
Del p.r.c.-p.d.c.i.
Zamboni Ivo
Bibbiano
29-12-2009

13 dicembre 2009

ORDINE DEL GIORNO URGENTE

Premesso che:
La Costituzione all'Art 39 comma 3 recita: I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria, per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.
Tale principio democratico è stato leso nel momento in cui i rappresentanti del 30 % dei lavoratori metalmeccanici hanno stipulato un accordo separato grazie all’avvallo del governo. Cosi’ facendo e’stato disdettato unilateralmente un contratto sottoscritto anche dalla Fiom/Cgil insieme al voto referendario dei lavoratori . Ciò rappresenta un atto grave senza precedenti nella storia sindacale del nostro paese.
considerato che:
stiamo attraversando una gravissima crisi economica e sociale che produce salari sempre piu’ da fame,con questa manovra il governo intende peggiorare anche - per contratto! - le condizioni salariali e di vita dei lavoratori italiani,
La nostra Provincia è colpita duramente dagli effetti della crisi economica, e
Separare il fronte dei lavoratori è il modo migliore per attaccare i diritti di tutti.

Si chiede al sindaco , alla giunta, come a tutto il consiglio:

Di esprimersi sul diritto dei lavoratori, a pronunciarsi con referendum, previsti dal contratto nazionale, su tutto quello che riguarda i loro rapporti di lavoro

Ad attivarsi affinché si avvii un confronto urgente in commissione consiliare, o in consiglio con tutte le organizzazioni sindacali, per conoscere le ragioni dell'accordo separato, riaffermare i principi democratici e cercare di ricomporre la frattura tra i lavoratori generata da un accordo illegittimo tra federmeccanica Fim –Uilm e governo



CapogruppoPRC-PDCi 14/11/2009 zamboni ivo BIBBIANO

ORDINE DEL GIORNO: “RICONOSCIMENTO DELL'ACQUA COME BENE COMUNE E DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO COME SERVIZIO PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA”


PREMESSO che:

- l’acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita. Pertanto, la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile ed all’acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono un diritto inviolabile dell’uomo, un diritto universale, indivisibile che si può annoverare fra quelli di riferimento previsti dall’art. 2 della Costituzione; a partire dalla promulgazione della Carta Europea dell’Acqua (Strasburgo 1968) la concezione dell’acqua come “bene comune” per eccellenza si è affermata a livello mondiale;

- peraltro, il “bene acqua”, pur essendo rinnovabile, per effetto dell’azione antropica può esaurirsi: è quindi responsabilità individuale e collettiva prendersi cura di tale bene, utilizzarlo con saggezza, e conservarlo affinché sia accessibile a tutti nel presente e disponibile per le future generazioni;

- la risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2006 dichiara “l’acqua come un bene comune dell’umanità” e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l’accesso all’acqua alle popolazione più povere entro il 2015 ed insiste affinché “la gestione delle risorse idriche si basi su un’impostazione partecipativa e integrata che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella definizione delle politiche in materia di acqua livello locale e in modo democratico”;

- inoltre, la risoluzione del Parlamento europeo dell’11 marzo 2004 sulla strategia per il mercato interno - priorità 2003-2006 - già affermava, al paragrafo 5, "essendo l’acqua un bene comune dell’umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno";

CONSIDERATO

- che per sostanziare il principio del diritto dell’acqua come universale e inalienabile, nonché per riorientare il sistema di tariffazione agevolata per le fasce sociali meno abbienti verso un sistema che assicuri maggiore responsabilizzazione degli utenti e politiche di risparmio idrico, appare opportuno introdurre all’interno dell’ordinamento la definizione del servizio idrico integrato come servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica.

RITENENDO

- necessario garantire, oltre alla buona qualità dell’acqua anche un’adeguata quantità e continuità del servizio, un’alta efficienza degli acquedotti e delle infrastrutture tali da ridurre al minimo la dispersione;

- opportuna la definizione di chiari indirizzi pubblici e politiche pubbliche concrete, realistiche e rigorose perché l’acqua non è una merce ma una risorsa da tutelare, prelevare e utilizzare con grande responsabilità e coerenza;

- fondamentale il controllo dei pozzi ed la tutela dell’ambiente attraverso la depurazione e il riuso delle acque e la conservazione del minimo flusso vitale per i corsi.

CONSIDERANDO

- che la gestione del Servizio Idrico Integrato della nostra realtà è assai distante da quelle gestioni pubbliche o private non adeguatamente controllate, caratterizzate da una presenza asfissiante dei partiti e da manifestati pesanti fenomeni clientelari e di lottizzazione che hanno indebolito la professionalità degli operatori, con conseguente peggioramento della qualità dei servizi ed aumento dei costi per il cittadino.


VISTO

- l’articolo 23-bis del D.L. 25/06/2008 n. 112 convertito nella legge 6 agosto 2008 n. 133 - che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara, facendo largo forzatamente all’ingresso di privati.

CONSIDERATE

- le successive modifiche ed integrazioni apposte al suddetto art. 23bis dall’art. 15 del D.L. n. 135/2009, approvato in via definitiva dalla Camera il 19 novembre 2009, che muove passi ancor più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali.


IL CONSIGLIO COMUNALE DI BIBBIANO

SI IMPEGNA:
- a “costituzionalizzare” il diritto all'acqua riconoscendo nel proprio Statuto Comunale il “Diritto Umano all'acqua”, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico.

APPROVA I SEGUENTI PRINCIPI:

- l’acqua è un bene comune, un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato;
- la disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili e inviolabili della persona umana e si estrinsecano nell’impegno a garantire ai cittadini un minimo vitale giornaliero;
- la proprietà e la gestione del servizio idrico devono essere pubbliche e improntante a criteri di equità, solidarietà (anche in rapporto alle generazioni future) e rispetto degli equilibri ecologici;
- il consumo umano delle risorse idriche deve avere la priorità rispetto ad altri usi;
- il servizio Idrico Integrato è un servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica, e come tale non soggetto alla disciplina della concorrenza, ma rientrante nella competenza esclusiva della Regione (art. 117 Cost.) che deve essere gestito con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale.

IMPEGNA

il Sindaco e la Giunta:
• a riaffermare, attraverso ogni proposta gestionale e di principio all’interno dell’ATO, la titolarità dei Comuni ad esercitare il potere di indirizzo, di controllo e di determinazione del piano tariffario, in coerenza con il riconoscimento del principio dell’acqua come diritto umano essenziale.

• ad intervenire presso la Regione Emilia Romagna affinché la stessa avvii ricorso presso la Corte Costituzionale (vedi Regione Puglia) su quanto previsto dall’art. 15 del D.L. n. 135 del 2009, già approvato in via definitiva dalla Camera il 19 novembre 2009;

• a promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di attraverso le seguenti azioni: informazione della cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l'acqua sul nostro territorio, sia ambientali che gestionali, contrasto al crescente uso delle acque minerali e promozione dell'uso dell'acqua dell'acquedotto per usi idropotabili - a cominciare dalla Sala del Consiglio Comunale, dagli uffici, dalle strutture comunali e dalle mense scolastiche- anche attraverso la costruzione di distributori/dispensatori pubblici accessibili a tutti i cittadini.



CAPO GRUPPO DEL
P.R.C.-P.D.C.I
ZAMBONI IVO 11/11/2009

10 dicembre 2009

RIFONDAZIONE COMUNISTA AL FIANCO DEI LAVORATORI


Domani saremo di nuovo in piazza, come Rifondazione comunista, al fianco dei lavoratori della Cgil Scuola, Università e Conoscenza e dei lavoratori del Pubblico Impiego, e prenderemo parte al corteo un'ampia delegazione del mio partito, contro un governo che di fronte alla crisi continua a sperperare milioni di euro per “grandi opere” inutili e dannose, finanziare spese militari, dare soldi alle banche, a chi ha speculato fino a ieri con i soldi dei risparmiatori, senza preoccuparsi di chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese. Saremo in piazza per impedire questo scempio, per conquistare una scuola e un’università migliori, qualificate, di tutte/i e per tutte/i, pubbliche, laiche, democratiche e pluraliste. Saremo in piazza per il nostro futuro, per difendere ed estendere i diritti sociali.

3 dicembre 2009

OPPOSIZIONE SOCIALE



PAOLO FERRERO RISPONDE
di Paolo Ferrero » 02/12/2009, 23:34
Quella di sabato 5 dicembre sarà certamente una giornata importante. . Probabilmente più di quanto non si sperasse nel momento in cui è stata lanciata l'idea di un “no Berlusconi day”. Accade spesso, alle buone idee, di cogliere il girare del vento prima ancora che inizi a soffiare.Cade infatti nel momento di massima difficoltà della maggioranza di destra, anche se inviterei tutti a non immaginarla come la “spallata finale” al berlusconismo. Non lasceranno le stanze del potere solo perché una grandissima manifestazione glielo chiede; saranno necessarie altre iniziative. E' una lotta che parte oggi, ma non si conclude in un giorno. E' bene saperlo e pensare a come andare ancora più avanti. Deve essere l'inizio di un percorso vincente.E' vero. E' una scadenza che ha avuto come punto di partenza un soprassalto di indignazione morale all'indomani della bocciatura del “lodo Alfano”. Ma è un appuntamento che si è andato riempendo di contenuti con il passare dei giorni. Alla “questione morale” si è intrecciata ormai senza soluzione di continuità la “questione sociale”. Il 5 dicembre porta con sé temi importanti: dell'acqua pubblica, del no al nucleare, dal fatto che la parola sul palco sia lasciata a costituzionalisti, precari, studenti, immigrati, ricercatori e lavoratori, fino all'adesione della Fiom. Inutile negare l’evidenza: il 5 dicembre è diventata la vera manifestazione dell'opposizione sociale. Quella che nessuno degli attuali partiti, da soli o in comitiva, sarebbero riusciti a organizzare.Il fatto che sia stata “autoconvocata” da una parte rilevante e dinamica della società civile è un bene e non mi sembra un fatto episodico. Dalle giornate di Genova 2001 in poi, tutte le cose buone sono nate da un “dialogo alla pari” tra elementi politici e aggregazioni sociali spontanee.Perché la politica da tempo non ha più il monopolio della costruzione sociale. E oggi deve sforzarsi di entrare in relazione con il fermento in atto: semmai, il problema è che la nostra soggettività è stata in ritardo. Ma la soggettività è sempre in ritardo. Perché essa ha senso solo e soltanto se è in movimento, se è capace di essere in relazione con ciò che si muove nella direzione giusta.Possiamo dire di essere stati i primi ad aderire a questa manifestazione. Ora stanno arrivando praticamente tutti. Significa che l'opposizione sul piano sociale si è rimessa in moto, che riesce a dettare l'agenda, scavalcando un'opposizione politica moderata e senza progetto. Dentro movimenti come questo si gioca la nostra capacità di risalire la corrente, rendere concreta la necessità di superare “lo stato di cose esistente”, intravedere le possibilità di una società diversa in sintonia con i soggetti sociali che più ne hanno bisogno. Non si inventano nuovi mondi a tavolino e non si va in nessuna direzione semplicemente seguendo la corrente. Pensiero critico e pratica sociale vanno insieme, si nutrono a vicenda.Dentro questa giornata abbiamo scelto di far nascere anche la Federazione della sinistra. La dico esattamente come la penso: sono per fare la Federazione della sinistra e per mantenere il partito. Il nostro progetto strategico è la “rifondazione comunista”, ma questo è un processo che assume vitalità ed efficacia attraverso la costruzione di un quadro più ampio. La Federazione, insomma, non è una “diminuzione” del Prc, ma la moltiplicazione delle sue potenzialità. E' un altro modo di stare insieme, a partire dalle regole di base: non prenderemo decisioni a maggioranza semplice ­ come avviene all'interno dei vari partiti ­ ma con i due terzi, come nei Social Forum. Nella Federazione, quindi, mettiamo al centro il principio della ricerca del consenso. Una novità di metodo e di sostanza, per invertire definitivamente la passione triste per le scissioni, che ci portiamo dietro da 15 anni. Creiamo uno spazio pubblico, non un nuovo partito.La Federazione, perciò, è aperta a tutti, se si condividono i nodi di fondo: l'anti-capitalismo sul piano generale, l'anti-bipolarismo su quello del sistema politico, una forte e consapevole alternativa sociale, prima ancora che politica e culturale al centro-sinistra italiano ed europeo: quel progetto debole ha indebolito prima le contraddizioni di classe, poi il rapporto capitale- lavoro, infine la stessa democrazia occidentale.Una cosa però deve esser chiara. Creiamo uno spazio per fare di più e meglio. Sta a tutti noi, ma davvero a tutti noi fare del 5 dicembre 2009 una data da ricordare. Il primo giorno di un futuro migliore.
Paolo Ferrero

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Iscritto il: 10/11/2009, 16:50

29 novembre 2009

5 DICEMBRE: NO BERLUSCONI DAY

Sabato 5 dicembre tutti a Roma per chiedere le dimissioni di Berlusconi e per dire che questo governo se ne deve andare a casa.Aderiamo e andremo al No-B Day perché chiediamo:- che l’Italia non torni al nucleare ma investa sulle energie rinnovabili;- il mantenimento pubblico dell’acqua, bene comune non mercificabile;- che sia fermata la follia del ponte sullo Stretto di Messina;- un piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio;- la riconversione ecologica dell’economia per creare occupazione ed uscire dalla crisi;Aderiamo e andremo al No-B Day per dire che vogliamo per i nostri figli un territorio sicuro e pulito e perché dalle piazze deve partire un'opposizione di massa a Berlusconi.Il PRC di Reggio Emilia raccoglie adesioni per gli autobus per la manifestazione nazionale.
Occorre prenotarsi entro domani 24 novembre telefonando al numero 348.17.28.077, risponde Gianfranco.

28 novembre 2009

Giù le mani dall’acqua!

Giù le mani dall’acqua!

Per Talete, il primo filosofo della storia, l’acqua era l’arché, il principio di tutto. A queste conclusioni lo portava l’osservazione di quanto gli stava intorno. Stiamo parlando di 600 anni prima della nascita di Cristo. Oggi che ne sappiamo molto di più, che la scienza e la tecnica hanno fornito ulteriori elementi di conoscenza, un bene così importante, essenziale per la vita, è oggetto di discussione parlamentare in vista di una totale privatizzazione.
Eppure l'acqua è tra i principali costituenti degli ecosistemi ed è alla base di tutte le forme di vita conosciute ed è fondamentale nei suoi diversi usi civili, agricoli e industriali.
Questo sembra non bastare a chi vuol dare l’acqua in pasto alle multinazionali nell’ottica di farne una merce.
E si assiste a questo scempio senza che, in Italia, nessuna voce si levi nelle aule parlamentari.
Fuori, nella società, è però cresciuta una cultura della difesa dei beni comuni.
Lo abbiamo visto anche giovedì 12 novembre, al presidio sotto al Parlamento fatto per impedire che vada in porto questa assurda proposta che mette nelle mani del profitto un bene pubblico necessario per l’esistenza di tutti.
Al presidio erano presenti associazioni, il Forum dei movimenti per l’acqua, forze politiche, e tra queste anche Rifondazione comunista, lavoratori che vedono in prima persona gli effetti nefasti dei processi di mercificazione e tanti semplici cittadini, sempre più consapevoli dei danni che subiranno da queste scelte.
Il Prc ha nel proprio Dna la battaglia in favore dei beni comuni ed ha da tempo assunto come prioritaria la battaglia contro provvedimenti tesi invece a privatizzare.
All’ultimo Comitato politico nazionale di Rifondazione comunista, tenuto a metà settembre, il partito ha infatti impegnato i rappresentanti istituzionali del Prc nei Comuni a promuovere atti volti all’inserimenti negli Statuti comunali di una specifica formulazione che definisca il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.
Il Prc è per una gestione pubblica perché considera l’acqua bene comune, essenziale per la vita. Oggi sulla Terra più di un miliardo e trecento milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. E sono numeri destinati ad aumentare ed alimentati dalle scelte neoliberiste che determinano mostruose diseguaglianze anche nell’accesso a questo bene.
La mercificazione, mettendo l’acqua nelle mani del profitto, comporterebbe anche tariffe salate.
Una gestione pubblica, efficiente e priva della ricerca a tutti i costi del profitto, è invece utile alla salvaguardia di una comunità contro le politiche di rapina dei territori, tutela il paesaggio ed il sistema idrogeologico.
Le acque sotterranee (falde idriche) sono di fondamentale importanza in quanto rappresentano la più grande riserva mondiale di acqua potabile. In Italia costituiscono la riserva alla quale attingono i sistemi acquedottistici per l'85% della portata complessiva captata. La loro corretta gestione ha quindi una funzione strategica sia su scala globale che su quella locale.
Occorrono quindi misure politiche che proteggano le risorse idriche al fine di assicurare una distribuzione di acqua potabile di qualità per tutti ed necessaria una gestione integrata delle acque che preveda anche il riciclaggio e riuso, previa depurazione, delle acque reflue specie per gli usi industriali. Il contrario dell’operazione portata avanti dal governo.
Le mobilitazioni di questi giorni, promosse dai movimenti per l’acqua, stanno registrando successo in termini di partecipazione.
Rifondazione comunista mette a disposizione strutture, organizzazioni e militanti per il prosieguo di questa importante battaglia.
L’acqua deve essere sottratta a queste spregiudicate logiche mercantili fatte a scapito della collettività. La mobilitazione dal basso deve proseguire, senza escludere anche la possibilità di ricorrere allo strumento referendario per bloccare ogni ipotesi di privatizzazione. Giù le mani dall’acqua!

Mafia e massoneria ai vertici italiani”


Tessera Loggia P2 di Silvio Berlusconi
‘5 anni di carcere e una penale sia per chi ordina le intercettazioni “indebitamente” sia per chi le esegue e multa di 100 mila euro per chi le pubblica’ sarà il primo attentato alla libertà – capitolo terzo - di tessera Loggia P2 1816 al governo, annunciato nel comizio di Savona dove alcuni giovani truccati da Pinocchio sono stati fermati e identificati.Il voto a larga maggioranza contro i giornalisti da parte del centinaio di delinquenti imputati, corrotti, condannati, amici di infanzia, compagni di merende e avvocati personali di Parrucchino sarà assicurato e sostenuto anche da voti “trasversali” di galantuomini come il neo senatore Totò Cuffaro.Io dichiaro ufficialmente che quella Legge non la rispetterò a tutela della mia libertà di espressione, di critica e del diritto dei cittadini di essere informati. Intercettazioni telefoniche comprese se ne verrò in possesso. Non accetto di essere meno libero di un Mongolo come emerge dalla classifica Freedom Press in cui l’Italia del popolo dei libertinaggi è dietro a paesi come Botswana, Bulgaria, Tonga, Korea, Namibia e Uruguay.Il ringraziamento va a tutti gli italiani “liberticidi” che col loro voto a Pdl e Lega hanno riportato in auge gli amici del fanalino di coda di questa classifica: la Libia del liberale Gheddafi.L’attività della massoneria di oggi non è più plateale ma è sotto intesa, codificata, omologata, permeata con strizzate d’occhio, accettata da quei miei colleghi che “tengono famiglia”.
Avete notato i telegiornali? Sono scomparsi i servizi sul carovita nei mercati, le lamentele degli operai e i casi umani di malasanità. L’Italia s’è improvvisamente distesa: Cesara Buonamici dal TG5 riesce a far sorridere persino il suo occhio di vetro. La ricordate nella vicenda di Vittorio Emanuele di Savoia magnaccio di giovani prostitute clandestine? Era amica dei loschi faccendieri Rocco Migliardi e Ugo Bonazza, dai quali pretendeva 10 mila euro di mancia per averli messi in contatto con l’imminente Ministro Alterato Matteoli (sindaco incompatibile di Orbetello) per sveltire l’accesso ai Monopòli di Stato e velocizzare il trasporto delle Slot machine con squillo a rimorchio al Casinò di Campione d’Italia. La Buonamica del piduista Savoia fu sentita dal pm Woodckok nell’inchiesta stralcio di Vallettopoli e sospesa 4 mesi dall’Ordine dei Giornalisti, nonostante sembra non abbia preso quei soldi perché nel frattempo era partita l’inchiesta.Funziona così da un ventennio. Gli amici massoni di Parrucchino godono ancora di visibilità: si va dall’arcinoto Maurizio Costanzo, passando attraverso Roberto Gervaso e Fabrizio Trecca. Per non parlare del figlio della segretaria del venerabile Licio Gelli, assunto dalla Rai di Berlusconi con contratto di dirigente e piazzato nelle quinte di “Uno Mattina”.
Più che di mattina siamo agli albori di una dura lotta che speriamo non intaccherà la Rete come accade in Cina. Con il blogger Antonio Di Pietro all’opposizione saremo senz’altro informati su questo fronte. Del resto il Piano di Rinascita della Loggia P2 affidato a Parrucchino non aveva previsto Internet, ultimo baluardo di libertà.La sua crescita è costante: il mio video su Vespa e Parrucchino ha oltrepassato i 300 mila click in soli 5 giorni. Soltanto 6 mesi fa era impensabile raggiungere i 60-70 mila. Questo blog nelle ultime 3 settimane è passato da 3 mila a oltre 10 mila visite giornaliere. Mi conforta scoprire che esiste un popolo vivo, cosciente, critico, informato e molto meno virtuale di quello che si possa pensare.E allora avanti tutta! Ecco ciò che in tv non si può vedere: Indro Montanelli descrive il clima di quei giorni del 1981, quando la Loggia massonica eversiva scoperta per caso, fece cadere il governo Forlani. Oggi è tardi. Il Piano di Rinascita è ormai navigato. Espressione dell’impresa è il voto del popolo televisivo governato da un criminale di nome SILVIO BERLUSCONI

24 novembre 2009

La gestione privata dell’acqua pubblica è legge


Con 302 voti favorevoli e 263 voti contrari passa anche alla Camera il decreto Ronchi che segna l'apertura al privato della gestione dell'acqua pubblica


Il decreto legge che privatizza l'acqua, dopo aver incassato la fiducia al Senato, passa anche alla Camera e a votare in aula c'era anche BerlusconiIl decreto legge che privatizza l'acqua, dopo aver incassato la fiducia al Senato, passa anche alla Camera con 302 sì e 263 no, in aula a votare, e a dimostrare quanto il governo tenga a questo decreto, anche Silvio Berlusconi.
Nato per rispondere a quelli che vengono definiti obblighi comunitari, nel decreto è stato infilato di tutto e di più tra cui anche l'articolo 15 che tratta la privatizzazione dell'acqua e che per questa segna una data precisa: il 31 Dicembre 2011. Il countdown è quindi cominciato, entro quella data tutte le società di gestione del servizio idrico "in House" le cosiddette "municipalizzate" dovranno trasformarsi in società a capitale misto pubblico-privato (in cui il privato abbia almeno il 40% delle azioni) oppure totalmente private.
L'approvazione del provvedimento ha suscitato le proteste dell'opposizione (l'Idv ha alzato cartelli di protesta) e del Forum dei Movimenti per l'Acqua, i cui rappresentanti si sono incatenati alle transenne antistanti Montecitorio recitando lo slogan: "Se voti la privatizzazione dell'acqua non lo fai in mio nome".
Così mentre le proteste contro una scelta più che discutibile - visto il valore intrinseco del bene acqua - si fanno sempre più consistenti al punto che già si parla di referendum abrogativo, l'onorevole Ronchi, da cui prende il nome il decreto stesso, nega tutto: "L'acqua è un bene pubblico e il decreto non ne prevede la privatizzazione. Nel provvedimento” - ha aggiunto Ronchi – “viene rafforzata la concezione che l'acqua è un bene pubblico, indispensabile. Si vogliono combattere i monopoli, le distorsioni, le inefficienze con l'obiettivo di garantire ai cittadini una qualità migliore e prezzi minori".
E' la solita storia, dai un servizio pubblico che funziona male in mano al privato e il privato lo farà funzionare bene, ma non solo, visto che di privati ce ne saranno tanti anche i prezzi scenderanno in nome della concorrenza. Peccato che la realtà abbia già dimostrato più volte come questa bella storia sia in realtà una favola valida solo per le lezioni di economia del primo anno di università, o forse neanche più per quelle.
La realtà, sia delle esperienze italiane di AcquaLatina che di quelle internazionali e più estreme di Cochabamba, ma non solo, insegnano che la privatizzazione del servizio idrico porta ad aumenti di prezzo stimabili tra il 30 e 40% senza apprezzabili e corrispondenti miglioramenti del servizio. Ma non basta, anche la moderna Parigi dopo oltre vent'anni è tornata all'acqua pubblica a dimostrazione che pubblico ed efficienza non sono per forza un ossimoro.
Si spiegano così le accuse di chi dice che con questo provvedimento il governo stia facendo un regalo ai privati, cosa che tra l'altro pare già rivelarsi realtà visto che solo ieri Acque Potabili e Mediterranea Acque (due leader del settore privato dell'acqua pubblica....ecco l'ossimoro!) hanno registrato un vero e proprio aumento record del valore delle proprie azioni .
Lo stato quindi si arrende e alza bandiera bianca. Su 100 litri d'acqua 40 vengono sprecati nel sistema idrico italiano. Le ragioni sono molte e non tutte di semplice soluzione, di certo c'è che qualche risultato soprattutto in Puglia dove gli sprechi sono diminuiti del 38% si stava ottenendo. Ora però, con decreto Ronchi, si riparte da zero e si demanda la soluzione di uno dei problemi storici del paese ad un privato che dovrebbe spendere (per migliore il servizio)per guadagnare e che probabilmente, invece, farà spendere di più noi, per guadagnare lui. Ma questo come si diceva è il libero mercato

15 novembre 2009

COMUNICATO STAMPA

OGGETTO: fumata nera per registro biologico ,insieme alla mozione Fiom/Cgil e accordo separato ma se ne discutera’ il prossimo consiglio Il 25 novembre

il giorno 13/11/2009 venerdi’ si e’ svolto a Bibbiano una seduta consiliare un po’, movimentata,

Tutte due le nostre mozioni sono state respinte, dopo la richiesta di irregolarita’ formulata, in modo non troppo regolare,dal rappresentante dell’udc per quanto riguardava la presentazione delle mozioni.
Il nostro regolamento comunale infatti prevede che le mozioni vadano presentate con almeno la firma di tre consiglieri cosa alquanto imporobabile quando un consigliere di un gruppo e’ uno solo.
Era ovvio, non essendo stato evidenziato dal sindaco alcun problema di sorta nell’arco del mese, dalla loro presentazione,inoltre dopo la riunione preconsiliare svoltasi quattro giorni prima la loro discussione.le mozioni sono regolarmente state messe in scaletta ai lavoro del cosiglio comunale del 13 novembre.
Detto questo :
Al consigliere dell’Udc va ‘ senz’ altro il merito di aver ritardato la discussione in consiglio comunale su una tematica tanto delicata quando importante, per tutti i cittadini democratici, cattolici e no , non solo di Bibbiano ma di tutto il paese , quale e’ il l testamento biologico, e la divisione sindacale in atto nel nostro paese.
Dopo il ritiro delle due mozioni dalla seduta il sottoscritto ha lasciato i lavori del consiglio, anche perché, con buon senso si poteva a mio avviso trovare un accordo tra capi gruppo e approvare o bocciare o emendare le due mozioni, non solo, voglio aggiungere, si poteva evitare al consigliere dell’Udc di entrare scorrettamente in merito alla mozione lasciandosi andare Ad epiteti,degni di un passato clericale oscurantista, che certo non fanno bene in un momento come questo, e di certo non fanno parte io credo del modo di essere dei Cattolici che si riconoscono anche nella Costituzione della nostra Repubblicana.



OGGETTO: consiglio comunale
Del venerdi’ 13.



Il capogruppo
Del p.r.c.-p.d.c.i.
Zamboni Ivo
Bibbiano
15-11-2009

14 ottobre 2009

sbarramento al 4%,



Alla c.a. del
Signor Sindaco
Comune di Bibbiano



Ordine del giorno





CONSIDERATO

Che la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati ha avviato l’esame della proposta di legge n. 2669 avente ad oggetto le modifiche alla legge 2004 n. 165 e norme transitorie per le elezioni dei consigli regionali e dei presidenti delle giunte regionali da tenersi nell’anno 2010, nonché le modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267;

VALUTATO

Che la proposta di legge A. C. 2669 contiene l’introduzione di una soglia di sbarramento pari al 4% per l’attribuzione dei seggi nei consigli regionali, provinciali e comunali, indipendentemente dall’appartenenza ad una coalizione;

Che imporre una soglia minima di accesso come principio fondamentale del sistema di elezione dei consigli regionali interferisce pesantemente con l’autonomia che l’art. 122 della Costituzione assegna alle regioni;

Che l’introduzione di un medesimo sbarramento alle elezioni europee ha già determinato l’esclusione dalla rappresentanza parlamentare in Europa per milioni di italiani, pari al 13% degli elettori;

RITENUTO

Che la proposta di legge A. C. 2669 non giova affatto alla stabilità delle giunte in quanto le attuali leggi elettorali assicurano tutte consistenti premi di maggioranza che non consentono alle forze politiche minori di determinare la caduta degli esecutivi, ne sia prova il fatto che negli ultimi 5 anni nessuna giunta regionale è stata sfiduciata;

Che lo sbarramento al 4%, come per le elezioni europee, intacca il pluralismo democratico e limita la rappresentanza di milioni di italiani che non si riconoscono nelle attuali forze politiche presenti in Parlamento;

Che la medesima soglia elettorale per i Comuni e le Province non tiene affatto conto della diversità di funzioni tra lo Stato e gli Enti locali e che l’autonomia delle istituzioni locali deve esplicarsi attraverso la rappresentanza in consiglio di ciascuna minoranza presente sui territori;

Che in tal modo viene annullato il confronto in atto per la definizione del nuovo codice delle autonomie col paradosso di restringere la rappresentanza democratica nei comuni e nelle province senza aver deciso quale sia il ruolo fondamentale di tali enti nell’ambito del provvedimento sul federalismo;

Che la proposta di legge risulta ipocrita nel momento in cui, per le regioni, cancella dal diritto alla rappresentanza milioni di elettori, riconoscendo tuttavia agli stessi la possibilità di essere conteggiati nel calcolo delle preferenze ai “governatori”;

Che la proposta è del tutto funzionale al rafforzamento degli esecutivi e degli assetti presidenzialistici ed a ridimensionare ancor più il ruolo delle assemblee elettive;

IL CONSIGLIO…

CHIEDE

Che la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati respinga la proposta di legge n. 2669;

DISPONE

L’invio del presente Ordine del giorno approvato ai Capigruppo delle forze politiche in Parlamento, ai componenti della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, ai Presidenti ANCI ed UPI, al Presidente della Conferenza delle Regioni.




Il capogruppo
Del p.r.c.-p.d.c.i
Zamboni Ivo 14-10-09

7 ottobre 2009

Rifondazione Comunista con i metalmeccanici

di Zamboni Ivo
Capogruppo PRC-PdCIComune di Bibbiano
Delegato (Fiom operai-impiegati)Terex –cranes ex Fantuzzi- Reggiane


In un momento già cosi difficile per il mondo del lavoro, la decisione antidemocratica di Federmeccanica di non discutere la piattaforma per il contratto nazionale presentato dal sindacato di categoria dei metalmeccanici Fiom-Cgil – piattaforma largamente votata con referendum dai lavoratori metalmeccanici iscritti e non – è un atteggiamento molto grave che continua, di fatto, la strategia già delineata dal Governo insieme alle principali categorie d’impresa nel voler ridiscutere e ridefinire le regole del lavoro solo con Fim-cisl , Uilm ,Ugl o altri sindacati minori, isolando la Fiom-Cgil che è di fatto la più grande e rappresentativa categoria sindacale a livello nazionale e del nostro territorio.
Questo comporterà la firma o la disdetta, in modo unilaterale, di accordi unitari già precedentemente approvati da tutti i lavoratori con un ulteriore peggioramento di quelle che sono le già drammatiche e difficili condizioni di chi lavora.
Tutto questo è ancora più grave se pensiamo anche all’ultimo rifiuto rivolto alla Fiom nelle settimane scorse sulla proposta di un possibile accordo ponte per arginare la crisi che prevedeva la sospensione dell’accordo separato, l’allargamento degli ammortizzatori sociali, la detassazione degli aumenti salariali ottenuti nell’ultimo contratto.
Oltre che per i riflessi negativi che il comportamento irresponsabile di Federmeccanica e Governo stanno creando a livello sociale ed economico, va condannato il fatto che si vuole attuare il tentativo più antidemocratico dal dopoguerra ad oggi di isolare la più rappresentativa organizzazione sindacale, per storia e tradizione, presente a livello nazionale e locale.

2 ottobre 2009

FUSIONE IRIDE -ENIA


Oggetto: INTERPELLANZA

Egr. signor sindaco.



Chiediamo che il Sindaco illustri al Consiglio Comunale:
lo stato dell'arte della fusioneIride-Enìa e che si apra una discussione vera sul da farsi. Nei giorni scorsi si èsaputo che Iride dovrà pagare un debito gigantesco , fino ad ora non previsto –100 milioni di euro aquanto sembrerebbe per far fronte alle nuove direttive europee sulla moratoria fiscale. Non è chealla fine saranno chiamati i cittadini, anche dei Comuni emiliani che partecipano alla fusioneattraverso Enìa, a farsi carico di questo ulteriore onere attraverso le tariffe e la fiscalità locale? Non è che il patrimonio di Enìa verra’ usato per coprire questo nuovo debito? Chiediamo che la situazione reale venga spiegata pubblicamente e non, chiusi in un una stanza, discussa solo tra amministratori e manager. E' ancora possibile dire no alla fusione e cambiare direzione: lavorare, come abbiamo sempre chiesto, per costituire una società regionale pubblica multi servizi che non sia schiava della Borsa e di operazioni finanziarie rischiosissime. Del resto già prima della tegola dei 100milioni di euro,la situazione era gia’ allarmante: al 30 giugno 2009 l'esposizione verso il sistema bancario di Iride e di Enìa era di 2,2 miliardi di euro. Auspichiamo che con responsabilita’,il Sindaco,la Giunta Comunale faccia di tutto perche’ non siano i lavoratori i pensionati, le famiglie tutte, a pagare il prezzo di una fusione sbagliata , se vi sono state nelle bollette di questi ultimi anni quote di denaro pagato indebitamente dai cittadini dovranno regolarmente essere rimborsate . Evitare la svendita dei servizi pubblici Emiliani, è ancora possibile, lo abbiamo sempre sostenuto e questi fatti ,aime’ sempre piu frequenti, ne sono una ulteriore conferma.


ZAMBONI IVO

il CAPO GRUPPO
Del P.R.C.-P.D.C.I 02/10/2009

17 settembre 2009

Interpellanza sull'ufficio postale di Bibbiano

Oggetto: interpellanza.

Il gruppo cosiliare del (p.r.c.-p.d.c.i.) chiede alla giunta comunale ed agli assessori competenti, quali sono gli impegni e risposte a breve su l’annoso problema dell’ufficio postale di bibbiano.
Nel chiedere questo, vogliamo riproporre la nostra gia’ manifestata protesta alla societa’ delle poste italiane (s.p.a) per, come da tanti anni ormai costringe decine e decine di cittadini tutti i giorni a sostare in un ambiente piccolo e insalubre in estate per il grande caldo e in inverno per l’eccessiva numero di cittadini: i quali accedono al servizio postale senza ,un grande ricambio di aria, un adeguato rispetto della privacy e senza potere usufruire di posti a sedere sufficienti, per persone anziane o per disabili .

Non c’e’ bisogno di queste poche righe per capire come il locale delle poste non sia nemmeno a norma di legge per quello che riguarda gli uffici aperti al pubblico.

E’ compito dell’amministrazione comunale a questo proposito sollecitare chi di dovere per formulare proposte possibili, che risolvano una volta per tutte e in tempi brevi il problema e dare ai cittadini di bibbiano,una sede delle poste dignitosa.

Nota:
A questo proposito fu gia' espresso all’unanimita’ nella deliberazione n°65 del 20\12\2007 su nostra interprllanza, questo intendimento.

Cordiali saluti!
Capogruppo del p.r.c.- p.d.c.i. - Zamboni Ivo

18 agosto 2009

Interpellanza sulle ex scuole medie di Barco

Oggetto: Interpellanza

Il gruppo Consigliare di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani
Sulla situazione venutasi a determinare alle ex scuole medie di Barco chiede:

1)Quanto costa in termini di risorse finanziarie e di disagi per la comunita’ locale questa situazione di stallo.

2)Quali sono le tempistiche previste per sbloccare la presente
Situazione.

3)Se sono confermate le assegnazioni dei locali ai vari organismi _
(Enti, Associazioni, ecc) com’era stato stabilito in precedenza.

4)Si chiede infine di specificare con precisione quali sono gli organismi beneficiari.

Cordiali saluti
Il Capo Gruppo del P.R.C.-P.d.C.I. - Zamboni ivo
Rifondazione Comunista Bibbiano