10 dicembre 2009

RIFONDAZIONE COMUNISTA AL FIANCO DEI LAVORATORI


Domani saremo di nuovo in piazza, come Rifondazione comunista, al fianco dei lavoratori della Cgil Scuola, Università e Conoscenza e dei lavoratori del Pubblico Impiego, e prenderemo parte al corteo un'ampia delegazione del mio partito, contro un governo che di fronte alla crisi continua a sperperare milioni di euro per “grandi opere” inutili e dannose, finanziare spese militari, dare soldi alle banche, a chi ha speculato fino a ieri con i soldi dei risparmiatori, senza preoccuparsi di chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese. Saremo in piazza per impedire questo scempio, per conquistare una scuola e un’università migliori, qualificate, di tutte/i e per tutte/i, pubbliche, laiche, democratiche e pluraliste. Saremo in piazza per il nostro futuro, per difendere ed estendere i diritti sociali.

3 dicembre 2009

OPPOSIZIONE SOCIALE



PAOLO FERRERO RISPONDE
di Paolo Ferrero » 02/12/2009, 23:34
Quella di sabato 5 dicembre sarà certamente una giornata importante. . Probabilmente più di quanto non si sperasse nel momento in cui è stata lanciata l'idea di un “no Berlusconi day”. Accade spesso, alle buone idee, di cogliere il girare del vento prima ancora che inizi a soffiare.Cade infatti nel momento di massima difficoltà della maggioranza di destra, anche se inviterei tutti a non immaginarla come la “spallata finale” al berlusconismo. Non lasceranno le stanze del potere solo perché una grandissima manifestazione glielo chiede; saranno necessarie altre iniziative. E' una lotta che parte oggi, ma non si conclude in un giorno. E' bene saperlo e pensare a come andare ancora più avanti. Deve essere l'inizio di un percorso vincente.E' vero. E' una scadenza che ha avuto come punto di partenza un soprassalto di indignazione morale all'indomani della bocciatura del “lodo Alfano”. Ma è un appuntamento che si è andato riempendo di contenuti con il passare dei giorni. Alla “questione morale” si è intrecciata ormai senza soluzione di continuità la “questione sociale”. Il 5 dicembre porta con sé temi importanti: dell'acqua pubblica, del no al nucleare, dal fatto che la parola sul palco sia lasciata a costituzionalisti, precari, studenti, immigrati, ricercatori e lavoratori, fino all'adesione della Fiom. Inutile negare l’evidenza: il 5 dicembre è diventata la vera manifestazione dell'opposizione sociale. Quella che nessuno degli attuali partiti, da soli o in comitiva, sarebbero riusciti a organizzare.Il fatto che sia stata “autoconvocata” da una parte rilevante e dinamica della società civile è un bene e non mi sembra un fatto episodico. Dalle giornate di Genova 2001 in poi, tutte le cose buone sono nate da un “dialogo alla pari” tra elementi politici e aggregazioni sociali spontanee.Perché la politica da tempo non ha più il monopolio della costruzione sociale. E oggi deve sforzarsi di entrare in relazione con il fermento in atto: semmai, il problema è che la nostra soggettività è stata in ritardo. Ma la soggettività è sempre in ritardo. Perché essa ha senso solo e soltanto se è in movimento, se è capace di essere in relazione con ciò che si muove nella direzione giusta.Possiamo dire di essere stati i primi ad aderire a questa manifestazione. Ora stanno arrivando praticamente tutti. Significa che l'opposizione sul piano sociale si è rimessa in moto, che riesce a dettare l'agenda, scavalcando un'opposizione politica moderata e senza progetto. Dentro movimenti come questo si gioca la nostra capacità di risalire la corrente, rendere concreta la necessità di superare “lo stato di cose esistente”, intravedere le possibilità di una società diversa in sintonia con i soggetti sociali che più ne hanno bisogno. Non si inventano nuovi mondi a tavolino e non si va in nessuna direzione semplicemente seguendo la corrente. Pensiero critico e pratica sociale vanno insieme, si nutrono a vicenda.Dentro questa giornata abbiamo scelto di far nascere anche la Federazione della sinistra. La dico esattamente come la penso: sono per fare la Federazione della sinistra e per mantenere il partito. Il nostro progetto strategico è la “rifondazione comunista”, ma questo è un processo che assume vitalità ed efficacia attraverso la costruzione di un quadro più ampio. La Federazione, insomma, non è una “diminuzione” del Prc, ma la moltiplicazione delle sue potenzialità. E' un altro modo di stare insieme, a partire dalle regole di base: non prenderemo decisioni a maggioranza semplice ­ come avviene all'interno dei vari partiti ­ ma con i due terzi, come nei Social Forum. Nella Federazione, quindi, mettiamo al centro il principio della ricerca del consenso. Una novità di metodo e di sostanza, per invertire definitivamente la passione triste per le scissioni, che ci portiamo dietro da 15 anni. Creiamo uno spazio pubblico, non un nuovo partito.La Federazione, perciò, è aperta a tutti, se si condividono i nodi di fondo: l'anti-capitalismo sul piano generale, l'anti-bipolarismo su quello del sistema politico, una forte e consapevole alternativa sociale, prima ancora che politica e culturale al centro-sinistra italiano ed europeo: quel progetto debole ha indebolito prima le contraddizioni di classe, poi il rapporto capitale- lavoro, infine la stessa democrazia occidentale.Una cosa però deve esser chiara. Creiamo uno spazio per fare di più e meglio. Sta a tutti noi, ma davvero a tutti noi fare del 5 dicembre 2009 una data da ricordare. Il primo giorno di un futuro migliore.
Paolo Ferrero

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Iscritto il: 10/11/2009, 16:50

29 novembre 2009

5 DICEMBRE: NO BERLUSCONI DAY

Sabato 5 dicembre tutti a Roma per chiedere le dimissioni di Berlusconi e per dire che questo governo se ne deve andare a casa.Aderiamo e andremo al No-B Day perché chiediamo:- che l’Italia non torni al nucleare ma investa sulle energie rinnovabili;- il mantenimento pubblico dell’acqua, bene comune non mercificabile;- che sia fermata la follia del ponte sullo Stretto di Messina;- un piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio;- la riconversione ecologica dell’economia per creare occupazione ed uscire dalla crisi;Aderiamo e andremo al No-B Day per dire che vogliamo per i nostri figli un territorio sicuro e pulito e perché dalle piazze deve partire un'opposizione di massa a Berlusconi.Il PRC di Reggio Emilia raccoglie adesioni per gli autobus per la manifestazione nazionale.
Occorre prenotarsi entro domani 24 novembre telefonando al numero 348.17.28.077, risponde Gianfranco.

28 novembre 2009

Giù le mani dall’acqua!

Giù le mani dall’acqua!

Per Talete, il primo filosofo della storia, l’acqua era l’arché, il principio di tutto. A queste conclusioni lo portava l’osservazione di quanto gli stava intorno. Stiamo parlando di 600 anni prima della nascita di Cristo. Oggi che ne sappiamo molto di più, che la scienza e la tecnica hanno fornito ulteriori elementi di conoscenza, un bene così importante, essenziale per la vita, è oggetto di discussione parlamentare in vista di una totale privatizzazione.
Eppure l'acqua è tra i principali costituenti degli ecosistemi ed è alla base di tutte le forme di vita conosciute ed è fondamentale nei suoi diversi usi civili, agricoli e industriali.
Questo sembra non bastare a chi vuol dare l’acqua in pasto alle multinazionali nell’ottica di farne una merce.
E si assiste a questo scempio senza che, in Italia, nessuna voce si levi nelle aule parlamentari.
Fuori, nella società, è però cresciuta una cultura della difesa dei beni comuni.
Lo abbiamo visto anche giovedì 12 novembre, al presidio sotto al Parlamento fatto per impedire che vada in porto questa assurda proposta che mette nelle mani del profitto un bene pubblico necessario per l’esistenza di tutti.
Al presidio erano presenti associazioni, il Forum dei movimenti per l’acqua, forze politiche, e tra queste anche Rifondazione comunista, lavoratori che vedono in prima persona gli effetti nefasti dei processi di mercificazione e tanti semplici cittadini, sempre più consapevoli dei danni che subiranno da queste scelte.
Il Prc ha nel proprio Dna la battaglia in favore dei beni comuni ed ha da tempo assunto come prioritaria la battaglia contro provvedimenti tesi invece a privatizzare.
All’ultimo Comitato politico nazionale di Rifondazione comunista, tenuto a metà settembre, il partito ha infatti impegnato i rappresentanti istituzionali del Prc nei Comuni a promuovere atti volti all’inserimenti negli Statuti comunali di una specifica formulazione che definisca il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.
Il Prc è per una gestione pubblica perché considera l’acqua bene comune, essenziale per la vita. Oggi sulla Terra più di un miliardo e trecento milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. E sono numeri destinati ad aumentare ed alimentati dalle scelte neoliberiste che determinano mostruose diseguaglianze anche nell’accesso a questo bene.
La mercificazione, mettendo l’acqua nelle mani del profitto, comporterebbe anche tariffe salate.
Una gestione pubblica, efficiente e priva della ricerca a tutti i costi del profitto, è invece utile alla salvaguardia di una comunità contro le politiche di rapina dei territori, tutela il paesaggio ed il sistema idrogeologico.
Le acque sotterranee (falde idriche) sono di fondamentale importanza in quanto rappresentano la più grande riserva mondiale di acqua potabile. In Italia costituiscono la riserva alla quale attingono i sistemi acquedottistici per l'85% della portata complessiva captata. La loro corretta gestione ha quindi una funzione strategica sia su scala globale che su quella locale.
Occorrono quindi misure politiche che proteggano le risorse idriche al fine di assicurare una distribuzione di acqua potabile di qualità per tutti ed necessaria una gestione integrata delle acque che preveda anche il riciclaggio e riuso, previa depurazione, delle acque reflue specie per gli usi industriali. Il contrario dell’operazione portata avanti dal governo.
Le mobilitazioni di questi giorni, promosse dai movimenti per l’acqua, stanno registrando successo in termini di partecipazione.
Rifondazione comunista mette a disposizione strutture, organizzazioni e militanti per il prosieguo di questa importante battaglia.
L’acqua deve essere sottratta a queste spregiudicate logiche mercantili fatte a scapito della collettività. La mobilitazione dal basso deve proseguire, senza escludere anche la possibilità di ricorrere allo strumento referendario per bloccare ogni ipotesi di privatizzazione. Giù le mani dall’acqua!
Rifondazione Comunista Bibbiano