3 dicembre 2009

OPPOSIZIONE SOCIALE



PAOLO FERRERO RISPONDE
di Paolo Ferrero » 02/12/2009, 23:34
Quella di sabato 5 dicembre sarà certamente una giornata importante. . Probabilmente più di quanto non si sperasse nel momento in cui è stata lanciata l'idea di un “no Berlusconi day”. Accade spesso, alle buone idee, di cogliere il girare del vento prima ancora che inizi a soffiare.Cade infatti nel momento di massima difficoltà della maggioranza di destra, anche se inviterei tutti a non immaginarla come la “spallata finale” al berlusconismo. Non lasceranno le stanze del potere solo perché una grandissima manifestazione glielo chiede; saranno necessarie altre iniziative. E' una lotta che parte oggi, ma non si conclude in un giorno. E' bene saperlo e pensare a come andare ancora più avanti. Deve essere l'inizio di un percorso vincente.E' vero. E' una scadenza che ha avuto come punto di partenza un soprassalto di indignazione morale all'indomani della bocciatura del “lodo Alfano”. Ma è un appuntamento che si è andato riempendo di contenuti con il passare dei giorni. Alla “questione morale” si è intrecciata ormai senza soluzione di continuità la “questione sociale”. Il 5 dicembre porta con sé temi importanti: dell'acqua pubblica, del no al nucleare, dal fatto che la parola sul palco sia lasciata a costituzionalisti, precari, studenti, immigrati, ricercatori e lavoratori, fino all'adesione della Fiom. Inutile negare l’evidenza: il 5 dicembre è diventata la vera manifestazione dell'opposizione sociale. Quella che nessuno degli attuali partiti, da soli o in comitiva, sarebbero riusciti a organizzare.Il fatto che sia stata “autoconvocata” da una parte rilevante e dinamica della società civile è un bene e non mi sembra un fatto episodico. Dalle giornate di Genova 2001 in poi, tutte le cose buone sono nate da un “dialogo alla pari” tra elementi politici e aggregazioni sociali spontanee.Perché la politica da tempo non ha più il monopolio della costruzione sociale. E oggi deve sforzarsi di entrare in relazione con il fermento in atto: semmai, il problema è che la nostra soggettività è stata in ritardo. Ma la soggettività è sempre in ritardo. Perché essa ha senso solo e soltanto se è in movimento, se è capace di essere in relazione con ciò che si muove nella direzione giusta.Possiamo dire di essere stati i primi ad aderire a questa manifestazione. Ora stanno arrivando praticamente tutti. Significa che l'opposizione sul piano sociale si è rimessa in moto, che riesce a dettare l'agenda, scavalcando un'opposizione politica moderata e senza progetto. Dentro movimenti come questo si gioca la nostra capacità di risalire la corrente, rendere concreta la necessità di superare “lo stato di cose esistente”, intravedere le possibilità di una società diversa in sintonia con i soggetti sociali che più ne hanno bisogno. Non si inventano nuovi mondi a tavolino e non si va in nessuna direzione semplicemente seguendo la corrente. Pensiero critico e pratica sociale vanno insieme, si nutrono a vicenda.Dentro questa giornata abbiamo scelto di far nascere anche la Federazione della sinistra. La dico esattamente come la penso: sono per fare la Federazione della sinistra e per mantenere il partito. Il nostro progetto strategico è la “rifondazione comunista”, ma questo è un processo che assume vitalità ed efficacia attraverso la costruzione di un quadro più ampio. La Federazione, insomma, non è una “diminuzione” del Prc, ma la moltiplicazione delle sue potenzialità. E' un altro modo di stare insieme, a partire dalle regole di base: non prenderemo decisioni a maggioranza semplice ­ come avviene all'interno dei vari partiti ­ ma con i due terzi, come nei Social Forum. Nella Federazione, quindi, mettiamo al centro il principio della ricerca del consenso. Una novità di metodo e di sostanza, per invertire definitivamente la passione triste per le scissioni, che ci portiamo dietro da 15 anni. Creiamo uno spazio pubblico, non un nuovo partito.La Federazione, perciò, è aperta a tutti, se si condividono i nodi di fondo: l'anti-capitalismo sul piano generale, l'anti-bipolarismo su quello del sistema politico, una forte e consapevole alternativa sociale, prima ancora che politica e culturale al centro-sinistra italiano ed europeo: quel progetto debole ha indebolito prima le contraddizioni di classe, poi il rapporto capitale- lavoro, infine la stessa democrazia occidentale.Una cosa però deve esser chiara. Creiamo uno spazio per fare di più e meglio. Sta a tutti noi, ma davvero a tutti noi fare del 5 dicembre 2009 una data da ricordare. Il primo giorno di un futuro migliore.
Paolo Ferrero

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29 novembre 2009

5 DICEMBRE: NO BERLUSCONI DAY

Sabato 5 dicembre tutti a Roma per chiedere le dimissioni di Berlusconi e per dire che questo governo se ne deve andare a casa.Aderiamo e andremo al No-B Day perché chiediamo:- che l’Italia non torni al nucleare ma investa sulle energie rinnovabili;- il mantenimento pubblico dell’acqua, bene comune non mercificabile;- che sia fermata la follia del ponte sullo Stretto di Messina;- un piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio;- la riconversione ecologica dell’economia per creare occupazione ed uscire dalla crisi;Aderiamo e andremo al No-B Day per dire che vogliamo per i nostri figli un territorio sicuro e pulito e perché dalle piazze deve partire un'opposizione di massa a Berlusconi.Il PRC di Reggio Emilia raccoglie adesioni per gli autobus per la manifestazione nazionale.
Occorre prenotarsi entro domani 24 novembre telefonando al numero 348.17.28.077, risponde Gianfranco.

28 novembre 2009

Giù le mani dall’acqua!

Giù le mani dall’acqua!

Per Talete, il primo filosofo della storia, l’acqua era l’arché, il principio di tutto. A queste conclusioni lo portava l’osservazione di quanto gli stava intorno. Stiamo parlando di 600 anni prima della nascita di Cristo. Oggi che ne sappiamo molto di più, che la scienza e la tecnica hanno fornito ulteriori elementi di conoscenza, un bene così importante, essenziale per la vita, è oggetto di discussione parlamentare in vista di una totale privatizzazione.
Eppure l'acqua è tra i principali costituenti degli ecosistemi ed è alla base di tutte le forme di vita conosciute ed è fondamentale nei suoi diversi usi civili, agricoli e industriali.
Questo sembra non bastare a chi vuol dare l’acqua in pasto alle multinazionali nell’ottica di farne una merce.
E si assiste a questo scempio senza che, in Italia, nessuna voce si levi nelle aule parlamentari.
Fuori, nella società, è però cresciuta una cultura della difesa dei beni comuni.
Lo abbiamo visto anche giovedì 12 novembre, al presidio sotto al Parlamento fatto per impedire che vada in porto questa assurda proposta che mette nelle mani del profitto un bene pubblico necessario per l’esistenza di tutti.
Al presidio erano presenti associazioni, il Forum dei movimenti per l’acqua, forze politiche, e tra queste anche Rifondazione comunista, lavoratori che vedono in prima persona gli effetti nefasti dei processi di mercificazione e tanti semplici cittadini, sempre più consapevoli dei danni che subiranno da queste scelte.
Il Prc ha nel proprio Dna la battaglia in favore dei beni comuni ed ha da tempo assunto come prioritaria la battaglia contro provvedimenti tesi invece a privatizzare.
All’ultimo Comitato politico nazionale di Rifondazione comunista, tenuto a metà settembre, il partito ha infatti impegnato i rappresentanti istituzionali del Prc nei Comuni a promuovere atti volti all’inserimenti negli Statuti comunali di una specifica formulazione che definisca il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.
Il Prc è per una gestione pubblica perché considera l’acqua bene comune, essenziale per la vita. Oggi sulla Terra più di un miliardo e trecento milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. E sono numeri destinati ad aumentare ed alimentati dalle scelte neoliberiste che determinano mostruose diseguaglianze anche nell’accesso a questo bene.
La mercificazione, mettendo l’acqua nelle mani del profitto, comporterebbe anche tariffe salate.
Una gestione pubblica, efficiente e priva della ricerca a tutti i costi del profitto, è invece utile alla salvaguardia di una comunità contro le politiche di rapina dei territori, tutela il paesaggio ed il sistema idrogeologico.
Le acque sotterranee (falde idriche) sono di fondamentale importanza in quanto rappresentano la più grande riserva mondiale di acqua potabile. In Italia costituiscono la riserva alla quale attingono i sistemi acquedottistici per l'85% della portata complessiva captata. La loro corretta gestione ha quindi una funzione strategica sia su scala globale che su quella locale.
Occorrono quindi misure politiche che proteggano le risorse idriche al fine di assicurare una distribuzione di acqua potabile di qualità per tutti ed necessaria una gestione integrata delle acque che preveda anche il riciclaggio e riuso, previa depurazione, delle acque reflue specie per gli usi industriali. Il contrario dell’operazione portata avanti dal governo.
Le mobilitazioni di questi giorni, promosse dai movimenti per l’acqua, stanno registrando successo in termini di partecipazione.
Rifondazione comunista mette a disposizione strutture, organizzazioni e militanti per il prosieguo di questa importante battaglia.
L’acqua deve essere sottratta a queste spregiudicate logiche mercantili fatte a scapito della collettività. La mobilitazione dal basso deve proseguire, senza escludere anche la possibilità di ricorrere allo strumento referendario per bloccare ogni ipotesi di privatizzazione. Giù le mani dall’acqua!

Mafia e massoneria ai vertici italiani”


Tessera Loggia P2 di Silvio Berlusconi
‘5 anni di carcere e una penale sia per chi ordina le intercettazioni “indebitamente” sia per chi le esegue e multa di 100 mila euro per chi le pubblica’ sarà il primo attentato alla libertà – capitolo terzo - di tessera Loggia P2 1816 al governo, annunciato nel comizio di Savona dove alcuni giovani truccati da Pinocchio sono stati fermati e identificati.Il voto a larga maggioranza contro i giornalisti da parte del centinaio di delinquenti imputati, corrotti, condannati, amici di infanzia, compagni di merende e avvocati personali di Parrucchino sarà assicurato e sostenuto anche da voti “trasversali” di galantuomini come il neo senatore Totò Cuffaro.Io dichiaro ufficialmente che quella Legge non la rispetterò a tutela della mia libertà di espressione, di critica e del diritto dei cittadini di essere informati. Intercettazioni telefoniche comprese se ne verrò in possesso. Non accetto di essere meno libero di un Mongolo come emerge dalla classifica Freedom Press in cui l’Italia del popolo dei libertinaggi è dietro a paesi come Botswana, Bulgaria, Tonga, Korea, Namibia e Uruguay.Il ringraziamento va a tutti gli italiani “liberticidi” che col loro voto a Pdl e Lega hanno riportato in auge gli amici del fanalino di coda di questa classifica: la Libia del liberale Gheddafi.L’attività della massoneria di oggi non è più plateale ma è sotto intesa, codificata, omologata, permeata con strizzate d’occhio, accettata da quei miei colleghi che “tengono famiglia”.
Avete notato i telegiornali? Sono scomparsi i servizi sul carovita nei mercati, le lamentele degli operai e i casi umani di malasanità. L’Italia s’è improvvisamente distesa: Cesara Buonamici dal TG5 riesce a far sorridere persino il suo occhio di vetro. La ricordate nella vicenda di Vittorio Emanuele di Savoia magnaccio di giovani prostitute clandestine? Era amica dei loschi faccendieri Rocco Migliardi e Ugo Bonazza, dai quali pretendeva 10 mila euro di mancia per averli messi in contatto con l’imminente Ministro Alterato Matteoli (sindaco incompatibile di Orbetello) per sveltire l’accesso ai Monopòli di Stato e velocizzare il trasporto delle Slot machine con squillo a rimorchio al Casinò di Campione d’Italia. La Buonamica del piduista Savoia fu sentita dal pm Woodckok nell’inchiesta stralcio di Vallettopoli e sospesa 4 mesi dall’Ordine dei Giornalisti, nonostante sembra non abbia preso quei soldi perché nel frattempo era partita l’inchiesta.Funziona così da un ventennio. Gli amici massoni di Parrucchino godono ancora di visibilità: si va dall’arcinoto Maurizio Costanzo, passando attraverso Roberto Gervaso e Fabrizio Trecca. Per non parlare del figlio della segretaria del venerabile Licio Gelli, assunto dalla Rai di Berlusconi con contratto di dirigente e piazzato nelle quinte di “Uno Mattina”.
Più che di mattina siamo agli albori di una dura lotta che speriamo non intaccherà la Rete come accade in Cina. Con il blogger Antonio Di Pietro all’opposizione saremo senz’altro informati su questo fronte. Del resto il Piano di Rinascita della Loggia P2 affidato a Parrucchino non aveva previsto Internet, ultimo baluardo di libertà.La sua crescita è costante: il mio video su Vespa e Parrucchino ha oltrepassato i 300 mila click in soli 5 giorni. Soltanto 6 mesi fa era impensabile raggiungere i 60-70 mila. Questo blog nelle ultime 3 settimane è passato da 3 mila a oltre 10 mila visite giornaliere. Mi conforta scoprire che esiste un popolo vivo, cosciente, critico, informato e molto meno virtuale di quello che si possa pensare.E allora avanti tutta! Ecco ciò che in tv non si può vedere: Indro Montanelli descrive il clima di quei giorni del 1981, quando la Loggia massonica eversiva scoperta per caso, fece cadere il governo Forlani. Oggi è tardi. Il Piano di Rinascita è ormai navigato. Espressione dell’impresa è il voto del popolo televisivo governato da un criminale di nome SILVIO BERLUSCONI

24 novembre 2009

La gestione privata dell’acqua pubblica è legge


Con 302 voti favorevoli e 263 voti contrari passa anche alla Camera il decreto Ronchi che segna l'apertura al privato della gestione dell'acqua pubblica


Il decreto legge che privatizza l'acqua, dopo aver incassato la fiducia al Senato, passa anche alla Camera e a votare in aula c'era anche BerlusconiIl decreto legge che privatizza l'acqua, dopo aver incassato la fiducia al Senato, passa anche alla Camera con 302 sì e 263 no, in aula a votare, e a dimostrare quanto il governo tenga a questo decreto, anche Silvio Berlusconi.
Nato per rispondere a quelli che vengono definiti obblighi comunitari, nel decreto è stato infilato di tutto e di più tra cui anche l'articolo 15 che tratta la privatizzazione dell'acqua e che per questa segna una data precisa: il 31 Dicembre 2011. Il countdown è quindi cominciato, entro quella data tutte le società di gestione del servizio idrico "in House" le cosiddette "municipalizzate" dovranno trasformarsi in società a capitale misto pubblico-privato (in cui il privato abbia almeno il 40% delle azioni) oppure totalmente private.
L'approvazione del provvedimento ha suscitato le proteste dell'opposizione (l'Idv ha alzato cartelli di protesta) e del Forum dei Movimenti per l'Acqua, i cui rappresentanti si sono incatenati alle transenne antistanti Montecitorio recitando lo slogan: "Se voti la privatizzazione dell'acqua non lo fai in mio nome".
Così mentre le proteste contro una scelta più che discutibile - visto il valore intrinseco del bene acqua - si fanno sempre più consistenti al punto che già si parla di referendum abrogativo, l'onorevole Ronchi, da cui prende il nome il decreto stesso, nega tutto: "L'acqua è un bene pubblico e il decreto non ne prevede la privatizzazione. Nel provvedimento” - ha aggiunto Ronchi – “viene rafforzata la concezione che l'acqua è un bene pubblico, indispensabile. Si vogliono combattere i monopoli, le distorsioni, le inefficienze con l'obiettivo di garantire ai cittadini una qualità migliore e prezzi minori".
E' la solita storia, dai un servizio pubblico che funziona male in mano al privato e il privato lo farà funzionare bene, ma non solo, visto che di privati ce ne saranno tanti anche i prezzi scenderanno in nome della concorrenza. Peccato che la realtà abbia già dimostrato più volte come questa bella storia sia in realtà una favola valida solo per le lezioni di economia del primo anno di università, o forse neanche più per quelle.
La realtà, sia delle esperienze italiane di AcquaLatina che di quelle internazionali e più estreme di Cochabamba, ma non solo, insegnano che la privatizzazione del servizio idrico porta ad aumenti di prezzo stimabili tra il 30 e 40% senza apprezzabili e corrispondenti miglioramenti del servizio. Ma non basta, anche la moderna Parigi dopo oltre vent'anni è tornata all'acqua pubblica a dimostrazione che pubblico ed efficienza non sono per forza un ossimoro.
Si spiegano così le accuse di chi dice che con questo provvedimento il governo stia facendo un regalo ai privati, cosa che tra l'altro pare già rivelarsi realtà visto che solo ieri Acque Potabili e Mediterranea Acque (due leader del settore privato dell'acqua pubblica....ecco l'ossimoro!) hanno registrato un vero e proprio aumento record del valore delle proprie azioni .
Lo stato quindi si arrende e alza bandiera bianca. Su 100 litri d'acqua 40 vengono sprecati nel sistema idrico italiano. Le ragioni sono molte e non tutte di semplice soluzione, di certo c'è che qualche risultato soprattutto in Puglia dove gli sprechi sono diminuiti del 38% si stava ottenendo. Ora però, con decreto Ronchi, si riparte da zero e si demanda la soluzione di uno dei problemi storici del paese ad un privato che dovrebbe spendere (per migliore il servizio)per guadagnare e che probabilmente, invece, farà spendere di più noi, per guadagnare lui. Ma questo come si diceva è il libero mercato
Rifondazione Comunista Bibbiano