28 novembre 2009

Mafia e massoneria ai vertici italiani”


Tessera Loggia P2 di Silvio Berlusconi
‘5 anni di carcere e una penale sia per chi ordina le intercettazioni “indebitamente” sia per chi le esegue e multa di 100 mila euro per chi le pubblica’ sarà il primo attentato alla libertà – capitolo terzo - di tessera Loggia P2 1816 al governo, annunciato nel comizio di Savona dove alcuni giovani truccati da Pinocchio sono stati fermati e identificati.Il voto a larga maggioranza contro i giornalisti da parte del centinaio di delinquenti imputati, corrotti, condannati, amici di infanzia, compagni di merende e avvocati personali di Parrucchino sarà assicurato e sostenuto anche da voti “trasversali” di galantuomini come il neo senatore Totò Cuffaro.Io dichiaro ufficialmente che quella Legge non la rispetterò a tutela della mia libertà di espressione, di critica e del diritto dei cittadini di essere informati. Intercettazioni telefoniche comprese se ne verrò in possesso. Non accetto di essere meno libero di un Mongolo come emerge dalla classifica Freedom Press in cui l’Italia del popolo dei libertinaggi è dietro a paesi come Botswana, Bulgaria, Tonga, Korea, Namibia e Uruguay.Il ringraziamento va a tutti gli italiani “liberticidi” che col loro voto a Pdl e Lega hanno riportato in auge gli amici del fanalino di coda di questa classifica: la Libia del liberale Gheddafi.L’attività della massoneria di oggi non è più plateale ma è sotto intesa, codificata, omologata, permeata con strizzate d’occhio, accettata da quei miei colleghi che “tengono famiglia”.
Avete notato i telegiornali? Sono scomparsi i servizi sul carovita nei mercati, le lamentele degli operai e i casi umani di malasanità. L’Italia s’è improvvisamente distesa: Cesara Buonamici dal TG5 riesce a far sorridere persino il suo occhio di vetro. La ricordate nella vicenda di Vittorio Emanuele di Savoia magnaccio di giovani prostitute clandestine? Era amica dei loschi faccendieri Rocco Migliardi e Ugo Bonazza, dai quali pretendeva 10 mila euro di mancia per averli messi in contatto con l’imminente Ministro Alterato Matteoli (sindaco incompatibile di Orbetello) per sveltire l’accesso ai Monopòli di Stato e velocizzare il trasporto delle Slot machine con squillo a rimorchio al Casinò di Campione d’Italia. La Buonamica del piduista Savoia fu sentita dal pm Woodckok nell’inchiesta stralcio di Vallettopoli e sospesa 4 mesi dall’Ordine dei Giornalisti, nonostante sembra non abbia preso quei soldi perché nel frattempo era partita l’inchiesta.Funziona così da un ventennio. Gli amici massoni di Parrucchino godono ancora di visibilità: si va dall’arcinoto Maurizio Costanzo, passando attraverso Roberto Gervaso e Fabrizio Trecca. Per non parlare del figlio della segretaria del venerabile Licio Gelli, assunto dalla Rai di Berlusconi con contratto di dirigente e piazzato nelle quinte di “Uno Mattina”.
Più che di mattina siamo agli albori di una dura lotta che speriamo non intaccherà la Rete come accade in Cina. Con il blogger Antonio Di Pietro all’opposizione saremo senz’altro informati su questo fronte. Del resto il Piano di Rinascita della Loggia P2 affidato a Parrucchino non aveva previsto Internet, ultimo baluardo di libertà.La sua crescita è costante: il mio video su Vespa e Parrucchino ha oltrepassato i 300 mila click in soli 5 giorni. Soltanto 6 mesi fa era impensabile raggiungere i 60-70 mila. Questo blog nelle ultime 3 settimane è passato da 3 mila a oltre 10 mila visite giornaliere. Mi conforta scoprire che esiste un popolo vivo, cosciente, critico, informato e molto meno virtuale di quello che si possa pensare.E allora avanti tutta! Ecco ciò che in tv non si può vedere: Indro Montanelli descrive il clima di quei giorni del 1981, quando la Loggia massonica eversiva scoperta per caso, fece cadere il governo Forlani. Oggi è tardi. Il Piano di Rinascita è ormai navigato. Espressione dell’impresa è il voto del popolo televisivo governato da un criminale di nome SILVIO BERLUSCONI

24 novembre 2009

La gestione privata dell’acqua pubblica è legge


Con 302 voti favorevoli e 263 voti contrari passa anche alla Camera il decreto Ronchi che segna l'apertura al privato della gestione dell'acqua pubblica


Il decreto legge che privatizza l'acqua, dopo aver incassato la fiducia al Senato, passa anche alla Camera e a votare in aula c'era anche BerlusconiIl decreto legge che privatizza l'acqua, dopo aver incassato la fiducia al Senato, passa anche alla Camera con 302 sì e 263 no, in aula a votare, e a dimostrare quanto il governo tenga a questo decreto, anche Silvio Berlusconi.
Nato per rispondere a quelli che vengono definiti obblighi comunitari, nel decreto è stato infilato di tutto e di più tra cui anche l'articolo 15 che tratta la privatizzazione dell'acqua e che per questa segna una data precisa: il 31 Dicembre 2011. Il countdown è quindi cominciato, entro quella data tutte le società di gestione del servizio idrico "in House" le cosiddette "municipalizzate" dovranno trasformarsi in società a capitale misto pubblico-privato (in cui il privato abbia almeno il 40% delle azioni) oppure totalmente private.
L'approvazione del provvedimento ha suscitato le proteste dell'opposizione (l'Idv ha alzato cartelli di protesta) e del Forum dei Movimenti per l'Acqua, i cui rappresentanti si sono incatenati alle transenne antistanti Montecitorio recitando lo slogan: "Se voti la privatizzazione dell'acqua non lo fai in mio nome".
Così mentre le proteste contro una scelta più che discutibile - visto il valore intrinseco del bene acqua - si fanno sempre più consistenti al punto che già si parla di referendum abrogativo, l'onorevole Ronchi, da cui prende il nome il decreto stesso, nega tutto: "L'acqua è un bene pubblico e il decreto non ne prevede la privatizzazione. Nel provvedimento” - ha aggiunto Ronchi – “viene rafforzata la concezione che l'acqua è un bene pubblico, indispensabile. Si vogliono combattere i monopoli, le distorsioni, le inefficienze con l'obiettivo di garantire ai cittadini una qualità migliore e prezzi minori".
E' la solita storia, dai un servizio pubblico che funziona male in mano al privato e il privato lo farà funzionare bene, ma non solo, visto che di privati ce ne saranno tanti anche i prezzi scenderanno in nome della concorrenza. Peccato che la realtà abbia già dimostrato più volte come questa bella storia sia in realtà una favola valida solo per le lezioni di economia del primo anno di università, o forse neanche più per quelle.
La realtà, sia delle esperienze italiane di AcquaLatina che di quelle internazionali e più estreme di Cochabamba, ma non solo, insegnano che la privatizzazione del servizio idrico porta ad aumenti di prezzo stimabili tra il 30 e 40% senza apprezzabili e corrispondenti miglioramenti del servizio. Ma non basta, anche la moderna Parigi dopo oltre vent'anni è tornata all'acqua pubblica a dimostrazione che pubblico ed efficienza non sono per forza un ossimoro.
Si spiegano così le accuse di chi dice che con questo provvedimento il governo stia facendo un regalo ai privati, cosa che tra l'altro pare già rivelarsi realtà visto che solo ieri Acque Potabili e Mediterranea Acque (due leader del settore privato dell'acqua pubblica....ecco l'ossimoro!) hanno registrato un vero e proprio aumento record del valore delle proprie azioni .
Lo stato quindi si arrende e alza bandiera bianca. Su 100 litri d'acqua 40 vengono sprecati nel sistema idrico italiano. Le ragioni sono molte e non tutte di semplice soluzione, di certo c'è che qualche risultato soprattutto in Puglia dove gli sprechi sono diminuiti del 38% si stava ottenendo. Ora però, con decreto Ronchi, si riparte da zero e si demanda la soluzione di uno dei problemi storici del paese ad un privato che dovrebbe spendere (per migliore il servizio)per guadagnare e che probabilmente, invece, farà spendere di più noi, per guadagnare lui. Ma questo come si diceva è il libero mercato

15 novembre 2009

COMUNICATO STAMPA

OGGETTO: fumata nera per registro biologico ,insieme alla mozione Fiom/Cgil e accordo separato ma se ne discutera’ il prossimo consiglio Il 25 novembre

il giorno 13/11/2009 venerdi’ si e’ svolto a Bibbiano una seduta consiliare un po’, movimentata,

Tutte due le nostre mozioni sono state respinte, dopo la richiesta di irregolarita’ formulata, in modo non troppo regolare,dal rappresentante dell’udc per quanto riguardava la presentazione delle mozioni.
Il nostro regolamento comunale infatti prevede che le mozioni vadano presentate con almeno la firma di tre consiglieri cosa alquanto imporobabile quando un consigliere di un gruppo e’ uno solo.
Era ovvio, non essendo stato evidenziato dal sindaco alcun problema di sorta nell’arco del mese, dalla loro presentazione,inoltre dopo la riunione preconsiliare svoltasi quattro giorni prima la loro discussione.le mozioni sono regolarmente state messe in scaletta ai lavoro del cosiglio comunale del 13 novembre.
Detto questo :
Al consigliere dell’Udc va ‘ senz’ altro il merito di aver ritardato la discussione in consiglio comunale su una tematica tanto delicata quando importante, per tutti i cittadini democratici, cattolici e no , non solo di Bibbiano ma di tutto il paese , quale e’ il l testamento biologico, e la divisione sindacale in atto nel nostro paese.
Dopo il ritiro delle due mozioni dalla seduta il sottoscritto ha lasciato i lavori del consiglio, anche perché, con buon senso si poteva a mio avviso trovare un accordo tra capi gruppo e approvare o bocciare o emendare le due mozioni, non solo, voglio aggiungere, si poteva evitare al consigliere dell’Udc di entrare scorrettamente in merito alla mozione lasciandosi andare Ad epiteti,degni di un passato clericale oscurantista, che certo non fanno bene in un momento come questo, e di certo non fanno parte io credo del modo di essere dei Cattolici che si riconoscono anche nella Costituzione della nostra Repubblicana.



OGGETTO: consiglio comunale
Del venerdi’ 13.



Il capogruppo
Del p.r.c.-p.d.c.i.
Zamboni Ivo
Bibbiano
15-11-2009

14 ottobre 2009

sbarramento al 4%,



Alla c.a. del
Signor Sindaco
Comune di Bibbiano



Ordine del giorno





CONSIDERATO

Che la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati ha avviato l’esame della proposta di legge n. 2669 avente ad oggetto le modifiche alla legge 2004 n. 165 e norme transitorie per le elezioni dei consigli regionali e dei presidenti delle giunte regionali da tenersi nell’anno 2010, nonché le modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267;

VALUTATO

Che la proposta di legge A. C. 2669 contiene l’introduzione di una soglia di sbarramento pari al 4% per l’attribuzione dei seggi nei consigli regionali, provinciali e comunali, indipendentemente dall’appartenenza ad una coalizione;

Che imporre una soglia minima di accesso come principio fondamentale del sistema di elezione dei consigli regionali interferisce pesantemente con l’autonomia che l’art. 122 della Costituzione assegna alle regioni;

Che l’introduzione di un medesimo sbarramento alle elezioni europee ha già determinato l’esclusione dalla rappresentanza parlamentare in Europa per milioni di italiani, pari al 13% degli elettori;

RITENUTO

Che la proposta di legge A. C. 2669 non giova affatto alla stabilità delle giunte in quanto le attuali leggi elettorali assicurano tutte consistenti premi di maggioranza che non consentono alle forze politiche minori di determinare la caduta degli esecutivi, ne sia prova il fatto che negli ultimi 5 anni nessuna giunta regionale è stata sfiduciata;

Che lo sbarramento al 4%, come per le elezioni europee, intacca il pluralismo democratico e limita la rappresentanza di milioni di italiani che non si riconoscono nelle attuali forze politiche presenti in Parlamento;

Che la medesima soglia elettorale per i Comuni e le Province non tiene affatto conto della diversità di funzioni tra lo Stato e gli Enti locali e che l’autonomia delle istituzioni locali deve esplicarsi attraverso la rappresentanza in consiglio di ciascuna minoranza presente sui territori;

Che in tal modo viene annullato il confronto in atto per la definizione del nuovo codice delle autonomie col paradosso di restringere la rappresentanza democratica nei comuni e nelle province senza aver deciso quale sia il ruolo fondamentale di tali enti nell’ambito del provvedimento sul federalismo;

Che la proposta di legge risulta ipocrita nel momento in cui, per le regioni, cancella dal diritto alla rappresentanza milioni di elettori, riconoscendo tuttavia agli stessi la possibilità di essere conteggiati nel calcolo delle preferenze ai “governatori”;

Che la proposta è del tutto funzionale al rafforzamento degli esecutivi e degli assetti presidenzialistici ed a ridimensionare ancor più il ruolo delle assemblee elettive;

IL CONSIGLIO…

CHIEDE

Che la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati respinga la proposta di legge n. 2669;

DISPONE

L’invio del presente Ordine del giorno approvato ai Capigruppo delle forze politiche in Parlamento, ai componenti della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, ai Presidenti ANCI ed UPI, al Presidente della Conferenza delle Regioni.




Il capogruppo
Del p.r.c.-p.d.c.i
Zamboni Ivo 14-10-09

7 ottobre 2009

Rifondazione Comunista con i metalmeccanici

di Zamboni Ivo
Capogruppo PRC-PdCIComune di Bibbiano
Delegato (Fiom operai-impiegati)Terex –cranes ex Fantuzzi- Reggiane


In un momento già cosi difficile per il mondo del lavoro, la decisione antidemocratica di Federmeccanica di non discutere la piattaforma per il contratto nazionale presentato dal sindacato di categoria dei metalmeccanici Fiom-Cgil – piattaforma largamente votata con referendum dai lavoratori metalmeccanici iscritti e non – è un atteggiamento molto grave che continua, di fatto, la strategia già delineata dal Governo insieme alle principali categorie d’impresa nel voler ridiscutere e ridefinire le regole del lavoro solo con Fim-cisl , Uilm ,Ugl o altri sindacati minori, isolando la Fiom-Cgil che è di fatto la più grande e rappresentativa categoria sindacale a livello nazionale e del nostro territorio.
Questo comporterà la firma o la disdetta, in modo unilaterale, di accordi unitari già precedentemente approvati da tutti i lavoratori con un ulteriore peggioramento di quelle che sono le già drammatiche e difficili condizioni di chi lavora.
Tutto questo è ancora più grave se pensiamo anche all’ultimo rifiuto rivolto alla Fiom nelle settimane scorse sulla proposta di un possibile accordo ponte per arginare la crisi che prevedeva la sospensione dell’accordo separato, l’allargamento degli ammortizzatori sociali, la detassazione degli aumenti salariali ottenuti nell’ultimo contratto.
Oltre che per i riflessi negativi che il comportamento irresponsabile di Federmeccanica e Governo stanno creando a livello sociale ed economico, va condannato il fatto che si vuole attuare il tentativo più antidemocratico dal dopoguerra ad oggi di isolare la più rappresentativa organizzazione sindacale, per storia e tradizione, presente a livello nazionale e locale.

Rifondazione Comunista Bibbiano