15 novembre 2009
COMUNICATO STAMPA
il giorno 13/11/2009 venerdi’ si e’ svolto a Bibbiano una seduta consiliare un po’, movimentata,
Tutte due le nostre mozioni sono state respinte, dopo la richiesta di irregolarita’ formulata, in modo non troppo regolare,dal rappresentante dell’udc per quanto riguardava la presentazione delle mozioni.
Il nostro regolamento comunale infatti prevede che le mozioni vadano presentate con almeno la firma di tre consiglieri cosa alquanto imporobabile quando un consigliere di un gruppo e’ uno solo.
Era ovvio, non essendo stato evidenziato dal sindaco alcun problema di sorta nell’arco del mese, dalla loro presentazione,inoltre dopo la riunione preconsiliare svoltasi quattro giorni prima la loro discussione.le mozioni sono regolarmente state messe in scaletta ai lavoro del cosiglio comunale del 13 novembre.
Detto questo :
Al consigliere dell’Udc va ‘ senz’ altro il merito di aver ritardato la discussione in consiglio comunale su una tematica tanto delicata quando importante, per tutti i cittadini democratici, cattolici e no , non solo di Bibbiano ma di tutto il paese , quale e’ il l testamento biologico, e la divisione sindacale in atto nel nostro paese.
Dopo il ritiro delle due mozioni dalla seduta il sottoscritto ha lasciato i lavori del consiglio, anche perché, con buon senso si poteva a mio avviso trovare un accordo tra capi gruppo e approvare o bocciare o emendare le due mozioni, non solo, voglio aggiungere, si poteva evitare al consigliere dell’Udc di entrare scorrettamente in merito alla mozione lasciandosi andare Ad epiteti,degni di un passato clericale oscurantista, che certo non fanno bene in un momento come questo, e di certo non fanno parte io credo del modo di essere dei Cattolici che si riconoscono anche nella Costituzione della nostra Repubblicana.
OGGETTO: consiglio comunale
Del venerdi’ 13.
Il capogruppo
Del p.r.c.-p.d.c.i.
Zamboni Ivo
Bibbiano
15-11-2009
14 ottobre 2009
sbarramento al 4%,

Alla c.a. del
Signor Sindaco
Comune di Bibbiano
Ordine del giorno
CONSIDERATO
Che la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati ha avviato l’esame della proposta di legge n. 2669 avente ad oggetto le modifiche alla legge 2004 n. 165 e norme transitorie per le elezioni dei consigli regionali e dei presidenti delle giunte regionali da tenersi nell’anno 2010, nonché le modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267;
VALUTATO
Che la proposta di legge A. C. 2669 contiene l’introduzione di una soglia di sbarramento pari al 4% per l’attribuzione dei seggi nei consigli regionali, provinciali e comunali, indipendentemente dall’appartenenza ad una coalizione;
Che imporre una soglia minima di accesso come principio fondamentale del sistema di elezione dei consigli regionali interferisce pesantemente con l’autonomia che l’art. 122 della Costituzione assegna alle regioni;
Che l’introduzione di un medesimo sbarramento alle elezioni europee ha già determinato l’esclusione dalla rappresentanza parlamentare in Europa per milioni di italiani, pari al 13% degli elettori;
RITENUTO
Che la proposta di legge A. C. 2669 non giova affatto alla stabilità delle giunte in quanto le attuali leggi elettorali assicurano tutte consistenti premi di maggioranza che non consentono alle forze politiche minori di determinare la caduta degli esecutivi, ne sia prova il fatto che negli ultimi 5 anni nessuna giunta regionale è stata sfiduciata;
Che lo sbarramento al 4%, come per le elezioni europee, intacca il pluralismo democratico e limita la rappresentanza di milioni di italiani che non si riconoscono nelle attuali forze politiche presenti in Parlamento;
Che la medesima soglia elettorale per i Comuni e le Province non tiene affatto conto della diversità di funzioni tra lo Stato e gli Enti locali e che l’autonomia delle istituzioni locali deve esplicarsi attraverso la rappresentanza in consiglio di ciascuna minoranza presente sui territori;
Che in tal modo viene annullato il confronto in atto per la definizione del nuovo codice delle autonomie col paradosso di restringere la rappresentanza democratica nei comuni e nelle province senza aver deciso quale sia il ruolo fondamentale di tali enti nell’ambito del provvedimento sul federalismo;
Che la proposta di legge risulta ipocrita nel momento in cui, per le regioni, cancella dal diritto alla rappresentanza milioni di elettori, riconoscendo tuttavia agli stessi la possibilità di essere conteggiati nel calcolo delle preferenze ai “governatori”;
Che la proposta è del tutto funzionale al rafforzamento degli esecutivi e degli assetti presidenzialistici ed a ridimensionare ancor più il ruolo delle assemblee elettive;
IL CONSIGLIO…
CHIEDE
Che la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati respinga la proposta di legge n. 2669;
DISPONE
L’invio del presente Ordine del giorno approvato ai Capigruppo delle forze politiche in Parlamento, ai componenti della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, ai Presidenti ANCI ed UPI, al Presidente della Conferenza delle Regioni.
Il capogruppo
Del p.r.c.-p.d.c.i
Zamboni Ivo 14-10-09
7 ottobre 2009
Rifondazione Comunista con i metalmeccanici
di Zamboni Ivo
Capogruppo PRC-PdCIComune di Bibbiano
Delegato (Fiom operai-impiegati)Terex –cranes ex Fantuzzi- Reggiane
In un momento già cosi difficile per il mondo del lavoro, la decisione antidemocratica di Federmeccanica di non discutere la piattaforma per il contratto nazionale presentato dal sindacato di categoria dei metalmeccanici Fiom-Cgil – piattaforma largamente votata con referendum dai lavoratori metalmeccanici iscritti e non – è un atteggiamento molto grave che continua, di fatto, la strategia già delineata dal Governo insieme alle principali categorie d’impresa nel voler ridiscutere e ridefinire le regole del lavoro solo con Fim-cisl , Uilm ,Ugl o altri sindacati minori, isolando la Fiom-Cgil che è di fatto la più grande e rappresentativa categoria sindacale a livello nazionale e del nostro territorio.
Questo comporterà la firma o la disdetta, in modo unilaterale, di accordi unitari già precedentemente approvati da tutti i lavoratori con un ulteriore peggioramento di quelle che sono le già drammatiche e difficili condizioni di chi lavora.
Tutto questo è ancora più grave se pensiamo anche all’ultimo rifiuto rivolto alla Fiom nelle settimane scorse sulla proposta di un possibile accordo ponte per arginare la crisi che prevedeva la sospensione dell’accordo separato, l’allargamento degli ammortizzatori sociali, la detassazione degli aumenti salariali ottenuti nell’ultimo contratto.
Oltre che per i riflessi negativi che il comportamento irresponsabile di Federmeccanica e Governo stanno creando a livello sociale ed economico, va condannato il fatto che si vuole attuare il tentativo più antidemocratico dal dopoguerra ad oggi di isolare la più rappresentativa organizzazione sindacale, per storia e tradizione, presente a livello nazionale e locale.
2 ottobre 2009
FUSIONE IRIDE -ENIA

Egr. signor sindaco.
Chiediamo che il Sindaco illustri al Consiglio Comunale:
lo stato dell'arte della fusioneIride-Enìa e che si apra una discussione vera sul da farsi. Nei giorni scorsi si èsaputo che Iride dovrà pagare un debito gigantesco , fino ad ora non previsto –100 milioni di euro aquanto sembrerebbe per far fronte alle nuove direttive europee sulla moratoria fiscale. Non è chealla fine saranno chiamati i cittadini, anche dei Comuni emiliani che partecipano alla fusioneattraverso Enìa, a farsi carico di questo ulteriore onere attraverso le tariffe e la fiscalità locale? Non è che il patrimonio di Enìa verra’ usato per coprire questo nuovo debito? Chiediamo che la situazione reale venga spiegata pubblicamente e non, chiusi in un una stanza, discussa solo tra amministratori e manager. E' ancora possibile dire no alla fusione e cambiare direzione: lavorare, come abbiamo sempre chiesto, per costituire una società regionale pubblica multi servizi che non sia schiava della Borsa e di operazioni finanziarie rischiosissime. Del resto già prima della tegola dei 100milioni di euro,la situazione era gia’ allarmante: al 30 giugno 2009 l'esposizione verso il sistema bancario di Iride e di Enìa era di 2,2 miliardi di euro. Auspichiamo che con responsabilita’,il Sindaco,la Giunta Comunale faccia di tutto perche’ non siano i lavoratori i pensionati, le famiglie tutte, a pagare il prezzo di una fusione sbagliata , se vi sono state nelle bollette di questi ultimi anni quote di denaro pagato indebitamente dai cittadini dovranno regolarmente essere rimborsate . Evitare la svendita dei servizi pubblici Emiliani, è ancora possibile, lo abbiamo sempre sostenuto e questi fatti ,aime’ sempre piu frequenti, ne sono una ulteriore conferma.
ZAMBONI IVO
il CAPO GRUPPO
Del P.R.C.-P.D.C.I 02/10/2009
17 settembre 2009
Interpellanza sull'ufficio postale di Bibbiano
Il gruppo cosiliare del (p.r.c.-p.d.c.i.) chiede alla giunta comunale ed agli assessori competenti, quali sono gli impegni e risposte a breve su l’annoso problema dell’ufficio postale di bibbiano.
Nel chiedere questo, vogliamo riproporre la nostra gia’ manifestata protesta alla societa’ delle poste italiane (s.p.a) per, come da tanti anni ormai costringe decine e decine di cittadini tutti i giorni a sostare in un ambiente piccolo e insalubre in estate per il grande caldo e in inverno per l’eccessiva numero di cittadini: i quali accedono al servizio postale senza ,un grande ricambio di aria, un adeguato rispetto della privacy e senza potere usufruire di posti a sedere sufficienti, per persone anziane o per disabili .
Non c’e’ bisogno di queste poche righe per capire come il locale delle poste non sia nemmeno a norma di legge per quello che riguarda gli uffici aperti al pubblico.
E’ compito dell’amministrazione comunale a questo proposito sollecitare chi di dovere per formulare proposte possibili, che risolvano una volta per tutte e in tempi brevi il problema e dare ai cittadini di bibbiano,una sede delle poste dignitosa.
Nota:
A questo proposito fu gia' espresso all’unanimita’ nella deliberazione n°65 del 20\12\2007 su nostra interprllanza, questo intendimento.
Cordiali saluti!