2 ottobre 2009

FUSIONE IRIDE -ENIA


Oggetto: INTERPELLANZA

Egr. signor sindaco.



Chiediamo che il Sindaco illustri al Consiglio Comunale:
lo stato dell'arte della fusioneIride-Enìa e che si apra una discussione vera sul da farsi. Nei giorni scorsi si èsaputo che Iride dovrà pagare un debito gigantesco , fino ad ora non previsto –100 milioni di euro aquanto sembrerebbe per far fronte alle nuove direttive europee sulla moratoria fiscale. Non è chealla fine saranno chiamati i cittadini, anche dei Comuni emiliani che partecipano alla fusioneattraverso Enìa, a farsi carico di questo ulteriore onere attraverso le tariffe e la fiscalità locale? Non è che il patrimonio di Enìa verra’ usato per coprire questo nuovo debito? Chiediamo che la situazione reale venga spiegata pubblicamente e non, chiusi in un una stanza, discussa solo tra amministratori e manager. E' ancora possibile dire no alla fusione e cambiare direzione: lavorare, come abbiamo sempre chiesto, per costituire una società regionale pubblica multi servizi che non sia schiava della Borsa e di operazioni finanziarie rischiosissime. Del resto già prima della tegola dei 100milioni di euro,la situazione era gia’ allarmante: al 30 giugno 2009 l'esposizione verso il sistema bancario di Iride e di Enìa era di 2,2 miliardi di euro. Auspichiamo che con responsabilita’,il Sindaco,la Giunta Comunale faccia di tutto perche’ non siano i lavoratori i pensionati, le famiglie tutte, a pagare il prezzo di una fusione sbagliata , se vi sono state nelle bollette di questi ultimi anni quote di denaro pagato indebitamente dai cittadini dovranno regolarmente essere rimborsate . Evitare la svendita dei servizi pubblici Emiliani, è ancora possibile, lo abbiamo sempre sostenuto e questi fatti ,aime’ sempre piu frequenti, ne sono una ulteriore conferma.


ZAMBONI IVO

il CAPO GRUPPO
Del P.R.C.-P.D.C.I 02/10/2009

17 settembre 2009

Interpellanza sull'ufficio postale di Bibbiano

Oggetto: interpellanza.

Il gruppo cosiliare del (p.r.c.-p.d.c.i.) chiede alla giunta comunale ed agli assessori competenti, quali sono gli impegni e risposte a breve su l’annoso problema dell’ufficio postale di bibbiano.
Nel chiedere questo, vogliamo riproporre la nostra gia’ manifestata protesta alla societa’ delle poste italiane (s.p.a) per, come da tanti anni ormai costringe decine e decine di cittadini tutti i giorni a sostare in un ambiente piccolo e insalubre in estate per il grande caldo e in inverno per l’eccessiva numero di cittadini: i quali accedono al servizio postale senza ,un grande ricambio di aria, un adeguato rispetto della privacy e senza potere usufruire di posti a sedere sufficienti, per persone anziane o per disabili .

Non c’e’ bisogno di queste poche righe per capire come il locale delle poste non sia nemmeno a norma di legge per quello che riguarda gli uffici aperti al pubblico.

E’ compito dell’amministrazione comunale a questo proposito sollecitare chi di dovere per formulare proposte possibili, che risolvano una volta per tutte e in tempi brevi il problema e dare ai cittadini di bibbiano,una sede delle poste dignitosa.

Nota:
A questo proposito fu gia' espresso all’unanimita’ nella deliberazione n°65 del 20\12\2007 su nostra interprllanza, questo intendimento.

Cordiali saluti!
Capogruppo del p.r.c.- p.d.c.i. - Zamboni Ivo

18 agosto 2009

Interpellanza sulle ex scuole medie di Barco

Oggetto: Interpellanza

Il gruppo Consigliare di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani
Sulla situazione venutasi a determinare alle ex scuole medie di Barco chiede:

1)Quanto costa in termini di risorse finanziarie e di disagi per la comunita’ locale questa situazione di stallo.

2)Quali sono le tempistiche previste per sbloccare la presente
Situazione.

3)Se sono confermate le assegnazioni dei locali ai vari organismi _
(Enti, Associazioni, ecc) com’era stato stabilito in precedenza.

4)Si chiede infine di specificare con precisione quali sono gli organismi beneficiari.

Cordiali saluti
Il Capo Gruppo del P.R.C.-P.d.C.I. - Zamboni ivo

13 agosto 2009

Situazione della crisi economica a Bibbiano

Egr. signor sindaco.

Preso atto che nell’ultimo consiglio del 23/07/09, dopo avere messo agli atti la nostra richiesta d’ordine del giorno.
Preso atto che anche da parte del consiglio comunale vi èstata la piena consapevolezza della gravita’ della situazione economica generale, e delle conseguenze sociali che anche nel nostro territorio essa puo’ causare o stà già causando.
Sono a rinnovarle la richiesta d’ordine del giorno per il prossimo Consiglio Comunale.

In merito a:

1) MAPPATURA DEGLI INSEDIAMENTI INDUSTRIALI DI BIBBIANO

2) SITUAZIONE OCCUPAZIONALE.

3) INIZIATIVE SOCIALI PRESE DALLA GIUNTA RIGUARDO LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’.

4) EVENTUALI INIZIATIVE CONOSCITIVE E DI CONFRONTO CHE IL COMUNE INTENDE PRENDERE CON, ENTI LOCALI, PROVINCIA, ASS.INDUSTRIALI, SINDACATI, BANCHE.

Allego come riferimento per quanto riguarda la discussione come P.R.C.
Il documento in precedenza protocollato prot.0010175-11-07-2009)
Certo che la richiesta di discussione dell’ordine del giorno sarà seriamente presa in considerazione.

Porgo i miei cordiali saluti.

Il Capogruppo del p.r.c.-p.d.c.i - Zamboni Ivo

7 agosto 2009

MOZIONE PER L’ISTITUZIONE DEL REGISTRO TELEMATICO DELLE DICHIARAZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTI SANITARI (TESTAMENTO BIOLOGICO)

MOZIONE PER L’ISTITUZIONE DEL REGISTRO TELEMATICO DELLE DICHIARAZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTI SANITARI (TESTAMENTO BIOLOGICO)

Il Consiglio Comunale di Bibbiano.

Premesso che

- Per testamento biologico si intende un documento legale che permette di indicare in anticipo i trattamenti medici che ciascuno intende ricevere o rifiutare in caso di incapacità mentale, di incoscienza o di altre cause che impediscano di comunicare direttamente ed in modo consapevole con il proprio medico. È conosciuto anche come “Dichiarazione di volontà anticipata per i trattamenti sanitari”. La persona che redige un testamento biologico nomina un fiduciario per le cure sanitarie che diviene, nel caso in cui la persona diventi incapace, il soggetto chiamato ad intervenire sulle decisioni riguardanti i trattamenti sanitari stessi.
- Il testamento biologico (con la denominazione di “Living will”) è stato introdotto per legge negli Stati Uniti nel 1991. Una delle principali affermazioni della legge americana è quella relativa alla idratazione ed alla alimentazione artificiali, che sono considerate a tutti gli effetti come terapie ed in quanto tali possono essere rifiutate attraverso il testamento biologico. Lo stesso principio è seguito nelle leggi esistenti negli altri paesi occidentali ed è stato costantemente ribadito nelle sentenze sull’argomento, oltre che nella valutazione dei più illustri scienziati che hanno studiato il tema delle scelte di fine vita. Da allora, la maggior parte dei paesi occidentali ha legiferato in materia. Dove non esiste ancora una legge specifica, vi è però una giurisprudenza costante che riconosce valore ai testamenti biologici. In Italia, l’articolo 32 della Costituzione stabilisce che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge” e che “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Questa norma costituzionale configura per tutti i cittadini quello che i giuristi definiscono un “diritto perfetto”, che cioè non ha bisogno di leggi applicative per essere esercitato. Parimenti, l’art 13 della Costituzione afferma che “la libertà personale è inviolabile”, rafforzando il riconoscimento alla libertà ed indipendenza dell’individuo nelle scelte personali che lo riguardano. Tuttavia, il problema si pone - come dimostrato dalla drammatica vicenda di Eluana Englaro - nei casi in cui per diverse ragioni il malato perda la capacità di esprimere la propria volontà di rifiutare determinate terapie. Per questo motivo è necessario approvare una legge che stabilisca in modo chiaro le modalità di redazione e di registrazione del testamento biologico e di nomina del fiduciario, così che ciascuno possa dichiarare, ora per allora, la propria volontà circa le terapie da accettare o rifiutare in situazioni come quella descritta, vincolando i medici ad attenersi alla volontà così espressa.

Considerato che:

- la carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, sancisce che il consenso libero ed informato del paziente all’atto medico è considerato come un diritto fondamentale del cittadino afferente i diritti all’integrità della persona (titolo 1, Dignità, art. 3 Diritto all’integrità personale);

- la Convenzione sui Diritti Umani e la biomedicina di Oviedo del 1977, ratificata dal Governo Italiano ai sensi della Legge n° 145 28 marzo 2001, sancisce all’art. 9 che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento non è in grado di esprimere la propria volontà, saranno tenuti in considerazione”;

Preso atto che:

- il nuovo codice di Deontologia medica adottato dalla Federazione Nazionale dei Medici chirurghi ed odontoiatri, dopo aver precisato all’art. 16 che “il medico deve astenersi dall’ostinazione in trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si possa attendere un beneficio per la salute del malato…”, all’art. 35 sancisce che “il medico non deve intraprendere attività terapeutica senza l’acquisizione del consenso esplicito ed informato del paziente… In ogni caso, in presenza di un documentato rifiuto di persona capace, il medico deve desistere da atti curativi, non essendo consentito alcun trattamento medico contro la volontà della persona.” Inoltre all’art. 38 si afferma che “il medico deve attenersi,… alla volontà liberamente espressa dalla persona di curarsi… Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà deve tenere conto nelle proprie scelte di quanto precedentemente manifestato dallo stesso in modo certo e documentato.”

Valutato altresì che:

- il Comitato Nazionale di Bioetica, si è espresso in data 18 dicembre 2003, precisando che “…appare non più rinviabile una approfondita riflessione, non solo bioetica, ma anche biogiuridica, sulle dichiarazioni anticipate… che dia piena e coerente attuazione allo spirito della Convenzione sui diritti umani e la biomedicina…”. Inoltre il CNB specifica che “le direttive anticipate potranno essere scritte su un foglio firmato dall’interessato, e i medici dovranno non solo tenerne conto, ma dovranno anche giustificare per iscritto le azioni che violeranno tale volontà”.

Considerato che:

- la Magistratura si è più volte espressa in questo senso, esaminando in particolare i casi Welby, Nuvoli ed Englaro, in assenza di una normativa nazionale in materia.


Preso atto che:

- secondo l’Eurispes il 74,7 degli italiani esprime parere favorevole all’introduzione del testamento etico.

Considerato che:

- in questo scenario, l’Ente Comune è nella possibilità giuridica ed amministrativa di farsi promotore di atti amministrativi volti ad introdurre il riconoscimento formale del valore etico delle dichiarazioni anticipate di trattamento di carattere sanitario.


Tutto ciò premesso,


Il CONSIGLIO COMUNALE DI BIBBIANO impegna la GIUNTA COMUNALE:

1) a predisporre un modulo che raccolga le dichiarazioni anticipate di volontà dei trattamenti di natura medica, nel quale ogni cittadino interessato possa esprimere la propria volontà di essere o meno sottoposto a trattamenti sanitari sia in caso di malattia o lesione cerebrale irreversibile o invalidante sia in caso di malattia che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione;

2) ad istituire un registro telematico che raccolga le dichiarazioni e a definirne il regolamento d’accesso;

3) a trasmettere periodicamente le dichiarazioni raccolte ai Soggetti Istituzionali delegati per legge alla pubblicizzazione, nelle more della entrata in vigore di una normativa nazionale che regolamenti la materia, in particolare:

A) al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali,affinché la dichiarazione venga inserita nella tessera sanitaria personale del dichiarante;
B) all’ARSAN e all’Assessorato Regionale alla Sanità della Regione, affinché provveda ad istituire un registro provvisorio regionale, nelle more dell’entrata in vigore di una legislazione nazionale in materia;
C) alla ASL competente per territorio, affinché anch’essa istituisca un registro provvisorio , nelle more dell’entrata in vigore delle leggi regionali e nazionali che regoleranno la materia;
D) al medico di famiglia della persona che ha sottoscritto la Dichiarazione anticipata di volontà, affinché ne tenga debito conto in ogni momento del percorso medico-assistenziale della persona che ha espresso la volontà.

Si delega il Segretario Comunale a trasmettere la Delibera al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, al Comitato Nazionale di Bioetica, alla Regione, alla Provincia, all’ASL competente per territorio.

Fiducioso che la mozione sia seriamente discussa e votata in coscienza, da tutti i consilieri , come già altri comuni stanno facendo.

Capogruppo del p.r.c.-p.d.c.i - Zamboni Ivo
Rifondazione Comunista Bibbiano